Ridere di te, di noi

Mia mamma è sempre stata una donna forte, coraggiosa, tutta d’un pezzo. Bella senza sapere di esserlo. Da piccola la guardavo e la amavo a tal punto da odiarla. Un contro senso lo so, ma se ci pensate capita spesso. Sentimenti forti contrastanti che nascono nel medesimo ceppo. Mi ha insegnato la vita, mi ha fatto credere che a questo mondo non esistessero problemi e questa consapevolezza me l’ha fatta studiare giorno per giorno. Come volesse che i miei occhi non si soffermassero sui guai ma andassero oltre. Sembrava non le importasse, e forse era così davvero, però ad oggi se rido e mi rialzo ad ogni caduta è perchè lei mi ha nutrito di “fa lo stesso”. Non dico sia giusto, ma a volte allegerire le situazioni “fragandosene”, levandogli dei pesi psichici che noi stessi gli attribuiamo tramite le paranoie o il melodramma, permette a volte di non darci importanza permettendoci di guardare la vita per quella che è.

Ricordo una volta diciasettenne, andai da lei piangendo a notte fonda dicendole che il mio ragazzo mi aveva lasciata. Accese la luce, mi guardò e mi disse di smetterla che non le importava. Che aveva sonno e questi non erano problemi seri. Tornai a letto e smisi di piangere. Non dico sia corretto, dico che per me, e spero anche per qualcuno di voi, sia efficace tagliare. Tagliare letteralmente un nodo che altrimenti ti porteresti dentro per giorni non considerando l’idea che nonostante sia andata come non volevi, è comunque ok. Lei è sempre stata la mia forbice, solo che non lo vedevo. La detestavo perchè non mi coccolava o non mi diceva “sono fiera di te”. Mi dava contro, non ci capivamo, mi vedeva ma non mi guardava. Eppure era lì, a suo modo mi ha sempre salvata.

Racconto ciò perchè a volte mi rivedo in lei e rivedo negli altri molta tristezza latente. Penso che a tutti servirebbe un qualcuno che ti tolga dalla mente che non ce la puoi fare, che un problema che stai vivendo è insuperabile quando invece basta cambiare forma mentis. Basta tagliare.

Premetto ciò che segue, non voglio generalizzare affermando ciò per tutti i guai della vita. Sia chiaro, ogni situazione ha le sue sfaccettature e va vissuto adeguatamente, anche e soprattutto in base al proprio modo essere però, diciamo che questo potrebbe essere un piccolo punto di svolta.

Comunque sia, se non avete una madre come la mia, ridere è la seconda opzione. Taglia tutto ridendo. Sorridere anche se non ti va è la cura. In una struttura per cui ho lavorato, per gli ospiti a lunga degenza, abbiamo strutturato un programma cognitivo sulla risata. Lo feci per la prima volta durante un tirocinio universitario e vidi quanto funzionale potesse essere. Si tratta di ridere incondizionatamente, con diversi esercizi facciali e gestualità, ma fondamentalmente è sforzarsi a stare bene. Anche se non ne hai voglia, anche se non è il momento, anche se sei depresso vedere qualcuno che ride ti permette di sentirti allegerito e quell’ottimismo ti porta ad essere empatico ricercando la stessa allegria. Riassumendo se siete depressi mia mamma vi direbbe di smetterla, io di trovare qualcuno che vi faccia ridere di gusto.

Non date tempo a chi vi annoia, a chi vi appesantisce le giornate. Tagliate i ponti con personalità non adatte a voi, malsane. Relazioni chiuse e unilaterali.

Ne vale la pena. Vale la pena sprecare tempo? E’ così poco e al contempo così tanto da farci perdere nei meandri della quotidinianità non facendoci guardare le priorità, quelle vere. Ridere, stare bene, pensare a noi stessi, dovrebbero essere le lotte per cui ogni giorno ci alziamo. Immaginate una persona a cui volete sinceramente bene, non vorreste questo per lei? perchè non riproporlo poi su noi stessi. Le persone di cui siete circondati vi arricchiscono? Vi scrutano l’anima e vi salvano quando ce n’è bisogno? Saper selezionare. Facile a dirsi no?

Torno un attimo sulla questione del ridere perchè vorrei far passare questo messaggio: saper sganasciarsi o sorridere spesso anche di cose tristi, non è da stupidi, è piuttosto da persone intelligenti. Avere la medesima ironia ti svolta le situazioni. Imparare ciò e ricercarlo negli altri, poi ti permette di cercarlo anche dentro di te.

Immaginiamoci in un mondo parallelo in cui tutto è rosa. Ogni cosa che guardi, palazzi, persone, animali, tutto è diventato rosa. Inconsciamente quel colore lo infondi e lo mescoli con te stess*, anche se non vuoi. Anche se non ti piace diventa tuo perchè è perennemente di fronte a te e i tuoi occhi lo percepiscono imagazzinandolo.

Questo bisogna fare con chi ci è attorno. Se frequento esclusivamente persone tristi o melodrammatiche, automaticamente la mia vita sarà ambientata nel cast de “Il segreto” o “La vita”. E diciamocelo, sono soap opera di merda. Se invece ci infondiamo energia positiva, con persone che sono incastrate perfettamente a noi e ci fanno solo del bene, beh. Beh, beh e beh, che ve lo dico a fare, lo sappiamo tutti, come minimo stiamo guardando un film pluri premiato.

Ho avuto un anno di relazione tempo fa in cui io facevo una battuta e questa persona non rideva, uguale contrariamente. E’ stato orrendo. Gli volevo bene ma al contempo non condividavamo la medesima ironia. Era come non saper comunicare e questa cosa mi faceva sentire triste. Abbiamo chiuso litigando e non capendoci mai davvero. E’ ovvio, la simpatia o l’ironia non possono essere tutto, servono altre qualità, ma comunque come potete non valutarla?

Ho iniziato parlando di lei, concludo l’articolo parlando di lui. Mio papà. Quando ero piccola mi cantava ininterrotamente canzoni di Ligabue. Era pieno di vita ed ironia. Se ad oggi ne ho un pò è perchè lui me l’ha trasmessa. Ora lui invece ne ha leggermente persa un pò, ma semplicemente perchè la vita è stata pressochè bastarda, ma questa è un’altra storia. Fatto sta che la nostra canzone era ed è: Questa è la mia vita. Se non la conoscete, ascoltatela. Una frase del testo dice: “Fammi ridere di gusto”. Per me è diventato un mantra negli anni. Una poesia che dovevo saper a memoria ricercando in chiunque quel ritornello. Un amico, un fidanzato, un collega.

Siamo tutti facilmente vittime, carnefici, buoni e cattivi. Constantemente siamo in grado di fotterci da soli o fottere qualcuno senza rimorsi. Se a ciò aggiungiamo tristezza e persone con un carisma leopardiano come pensiamo di poter star bene?

Io ho decido di vedere rosa ovunque, voi?

A. Martone

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