It’s ok not to be ok

Pic by LUXjii

A molti di noi almeno una volta nella vita è capitato di affermare “quest’anno è stato un anno difficile, non vedo l’ora di dimenticarlo”.
Il 2020 è stato estremamente faticoso per chiunque, indipendentemente dall’età, genere e appartenenza sociale. Ci siamo ritrovati ad affrontare enormi cambiamenti nello stile di vita, abbiamo dovuto imparare a convivere con la paura, l’incertezza e il distanziamento.
Ognuno ha affrontato la situazione in maniera differente con le proprie risorse per farvi fronte.

Ma a che prezzo?

Questo periodo inizia a presentarci il conto, che ci ritroviamo a pagare in termini di salute mentale, per questo motivo non credo che potremo semplicemente dimenticarci del 2020 scegliendo di chiuderlo in un cassetto. Molti hanno iniziato a riportare vissuti di ansia, stress, insonnia, irritabilità ,sentimenti di depressione,senso di impotenza e incertezza per il futuro. Il Covid-19 ha colpito indistintamente non solo chi è stato contagiato.
Ritrovare un proprio equilibrio in questa nuova realtà non è affatto facile. Sopportare la frustrazione di dover restare all’interno delle proprie abitazioni evitando ogni contatto con i nostri amici e parenti sembra essere la cosa più difficile.
Un periodo importante per prestare particolare attenzione alle persone che vivono sole, lontane dalla propria famiglia.

Secondo Maslow uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano è il bisogno di affiliazione, dunque essere confinati nella nostra solitudine diviene quasi insopportabile.
Affrontare i prossimi mesi si può fare, non negando le nostre emozioni.
Non vergognamoci di affermare che non stiamo bene, che temiamo per la nostra incolumità e per quella dei nostri cari, che ci manca poter abbracciare qualcuno o vedere il viso delle persone. Non dobbiamo ci incolpare se stiamo male, se non stiamo bene con noi stessi e con i nostri pensieri.
Troviamo il coraggio di affermare, ad alta voce, la nostra sofferenza.
Potremmo scoprire che quello che spaventa noi in questo particolare momento spaventa anche gli altri.
Per iniziare a sentirci meglio è fondamentale l’acquisizione di autoconsapevolezza, riconosciamo i nostri vissuti emotivi e scegliamo di conviverci, senza sotterrarli.

Concludendo voglio ricordare a tutti voi,come ogni giorno ricordo a me stessa che bisogna impegnarsi ad abbattere il pregiudizio e la stigmatizzazione dei problemi di natura psicologica
La vera forza sta nel poter affermare,senza alcun timore… che non va tutto bene.

Carola Lanfranconi

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