Sarah Lucas: l’opera d’arte come interruzione dello sguardo del potere patriarcale

Introduzione biografica

Sarah Lucas nasce il 23 ottobre 1962 a Holloway, Inghilterra. La sua formazione avviene presso il Goldsmiths College dove viene considerata una degli studenti più promettenti, in particolare da Damien Hirst. La sua carriera artistica ha inizio nel 1988 insieme al gruppo YBAs (Young British Artists), un gruppo di artisti inglesi solito ad organizzare mostre all’interno di fabbriche o magazzini abbandonati. Si tratta del periodo della cultura punk, in cui i giovani sentono la necessità di ribellarsi agli usi e costumi imposti dalla società. Urge un senso di libertà che viene manifestato attraverso la ribellione. Sarah Lucas prende nel corso degli anni le distanze dal gruppo, e durante la sua carriera artistica viene scelta nel 2015 per rappresentare l’Inghilterra alla 56° Biennale di Venezia.

Le opere nella loro immediatezza

I soggetti delle opere di Sarah Lucas sono i corpi, la maggior parte delle volte corpi di donne, o parti di essi. E la rappresentazione di questi corpi conduce lo spettatore ad un riscontro immediato con essi. Mettendo in mostra la sessualità del corpo in quanto tale, Sarah Lucas è in grado di annullare qualsiasi stereotipo di genere. Le opere sono frutto di uno sguardo femminile che scopre e riscopre la femminilità del corpo interrompendo, così, la predominanza e la prepotenza dello sguardo del potere patriarcale. Il corpo è luogo del sé. “Il corpo è come un’ossessione per me”, racconta in un’intervista (https://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/07/news/sarah_lucas_bad_girl_british_i_miei_giorni_al_ diurno_tra_intimita_e_provocazione-137071857/ ) per la Repubblica. I materiali utilizzati da Sarah Lucas sono numerosi, tra cui stoffe, calze, sedie come supporto e parte integrante dell’opera stessa e uova. Ciascun materiale ha una sua valenza sessuale per la costruzione dell’opera.

Au Naturel, 1997
Mumum
Good Muse

Il messaggio che Sarah Lucas vuole trasmettere è diretto, concreto, talvolta spietato. Ogni opera è il bilanciamento tra erotismo e vulnerabilità del corpo in quanto vittima di oggettificazione sessuale. Sarah Lucas è un’artista che non teme di mostrare al mondo in maniera immediata il corpo e le sue parti sessuali in quanto tali. E’ un’artista sfrontata, per molti versi coraggiosa. Una donna che conosce il corpo delle donne e non ha timore nel mostrarlo, liberandolo e rivendicandolo in quanto tale. 56° Biennale di Venezia.

Nel 2015 Sarah Lucas viene scelta per rappresentare l’Inghilterra alla 56° Biennale di Venezia con la sua mostra personale “I Scream Daddio”. Ad accogliere i visitatori all’ingresso del padiglione britannico si trovava una scultura raffigurante un grande fallo giallo. Le opere sono principalmente sculture in gesso di parti inferiore di donna. Sono gessi grezzi che rimandano ai calchi degli anni Sessanta di George Segal.

I temi trattati sono le disparità di genere, la morte e il sesso, leitmotiv della narrazione artistica della Lucas.

Il femminismo

Sarah Lucas non si è mai definita apertamente un’artista femminista, nonostante nel corso degli anni numerosi movimenti femministi l’abbiano inserita all’interno delle proprie rubriche d’arte. Nonostante questo, le sue opere, in quanto prolungamento del suo pensiero critico e artistico, sono frutto di una denuncia femminista a tutti gli effetti. Che ciò sia voluto o meno, il risultato è potente, liberatorio, una denuncia fortissima mascherata da un filo di ironia e tanta sfrontatezza. Le opere di Sarah Lucas ci aiutano a guardare il corpo femminile sotto un’ottica priva di giudizi, attraverso lo sguardo di una donna che ci invita e ci guida a scoprire il femminile in quanto punto di forza, sospendendo ogni giudizio patriarcale. Ed è per questo che questo mese ho deciso di parlarvi di quest’artista, per far sì che anche il vostro di sguardo si soffermi sulle sue opere e impari a guardare con sospensione di giudizio (e pregiudizio).

Anna Luna Di Marzo

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