Sillabe di seta: una carezza sotto forma di poesie

«All sad people like poetry». Così diceva Vanessa Ives (interpretata dalla meravigliosa Eva Green) nella serie televisiva Penny Dreadful.

Questa frase mi fa subito pensare alla poetessa Emily Dickinson: la sua immensa sensibilità, la malinconia dei versi, la dolcezza delle parole ma anche la sincerità e la schiettezza del pensiero.

Sillabe di Velluto / Frasi di Seta / Profondità marine di Rubino / Mai prosciugate, e Labbra celate

Sillabe di seta: una pièce teatrale e una raccolta postuma

Pubblicato postumo, a cura di Barbara Lanati ed edito da Feltrinelli, Sillabe di seta raccoglie alcune delle poesie più belle della poetessa statunitense.
Barbara Lanati è professoressa universitaria di Lingua e letteratura anglo-americana e critica letteraria, scrittrice di numerosi libri e articoli riguardanti la letteratura americana.
Da menzionare altri due volumi su Emily Dickinson: Silenzi e Vita di Emily Dickinson. L’alfabeto dell’estasi, che hanno ispirato l’attrice e regista Stefania Felicioli.
Il titolo Sillabe di seta deriva da una pièce teatrale di Felicioli che, dopo aver letto i due libri sopracitati, ha deciso di mettere in scena uno spettacolo in cui lei stessa recita un lungo e complesso monologo derivato da un suggestivo collage di versi di Emily Dickinson.
La regista ha chiesto la collaborazione di Barbara Lanati, vista la sua grande conoscenza della poetessa statunitense.
La pièce teatrale è andata in scena presso il Teatro Metastasio di Prato dal 7 all11 aprile 1999.

Attraverso Sillabe di seta, compiamo un viaggio emozionale attraverso l’anima della poetessa. Le sue poesie ci permettono inoltre di entrare in connessione con la nostra interiorità.
Il volume è completato da una prefazione e un’appendice che approfondiscono la vita, lo stile e la poetica di Emily Dickinson.

Emily Dickinson: la vita

Figlia di un famoso avvocato, nasce il 10 dicembre 1830 ad Amherst, Massachusetts, luogo in cui rimane per quasi tutta la vita. Riceve un’educazione rigida e di impostazione puritana.
Dai ricordi della stessa Emily apprendiamo che ama vagare per i boschi e leggere, due attività sconsigliate dalla famiglia: la natura è un luogo di pericoli e spiriti malvagi, mentre i libri scuotono la mente.
Dimostra insofferenza verso la scuola, che a suo dire non le ha insegnato niente, e afferma di non essere religiosa come la famiglia: «Sono religiosi – eccetto me – e tutte le mattine si rivolgono a un’Eclisse che chiamano Padre».
Nel 1850 inizia la produzione letteraria, composta da 1775 poesie e tre volumi di lettere.
Arrivano anche le prime delusioni sentimentali, nate dall’incontro con uomini che regolarmente spariscono dalla sua vita.
Emily si chiude sempre di più al mondo e si immerge nella letteratura.
Nel corso della sua vita vengono pubblicate solo sei tra tutte le composizioni: la prima compare il 4 maggio 1861 sullo “Springfield Daily Republican”.
Nel 1862 si avvicina al canto per superare un senso di terrore che opprime il suo animo e che non sa spiegare a parole.
Tra 1864 e il 1865 trascorre dei periodi di cura e riposo a Cambridge e inizia ad essere affetta da una malattia agli occhi che l’accompagnerà per tutta la vita.
Sono gli anni più intensi della sua produzione poetica, sempre affiancata dalla lettura.
Nel 1870 si ritira definitivamente, per vivere in isolamento e solitudine.
Muore il 15 maggio 1886.
Dopo la morte sarà la sorella a trovare la sua vasta produzione, custodita nei cassetti della sua camera.

Solitudine e poesia

Emily sceglie il silenzio, la solitudine, la letteratura. Nonostante sembri apparentemente segregata nella sua stanza, la poetessa è libera: sceglie di dedicarsi alla poesia, alla lettura, si allontana da una società che non le appartiene.

La cosa che mi stupisce sempre è la capacità con cui riesce ad essere evocativa ma nello stesso tempo limpida e diretta, cercando di spiegare concetti astratti attraverso immagini concrete.
Le sue poesie sono per lo più brevi, piene di immagini vivide, spesso legate alla natura e alle emozioni, due temi costanti, intrecciati tra loro. Ricorrenti sono anche il buio e la luce, probabilmente collegati al disturbo visivo di cui soffre.
La poesia di Emily Dickinson si basa spesso sulla contrapposizione di tematiche opposte: amore, morte, fugacità della vita, eternità, quotidianità, natura accogliente e distruttrice.

I versi sono brevi, utilizza molte maiuscole per dare enfasi alle parole, e trattini per spezzare la frase e dare la sensazione della pausa e del respiro. Leggendo una sua poesia sentiamo ogni parola, la facciamo nostra, ci entra dentro e ne percepiamo il senso assoluto e puro.

Anche se Emily Dickinson ha vissuto in isolamento, le sue poesie racchiudono il mondo.

Sillabe di seta è uno di quei libri perfetti per meditare, pensare, rilassarsi, ritrovare se stessi. Le sue poesie infondono pace, tranquillità, distensione, calma. In un mondo dove tutto scorre veloce, dovremmo essere tutti un po’ Emily Dickinson e ritrovare il coraggio della solitudine e della quiete.

Sono Cortesie minuscole,
Un Fiore in boccio, un Libro,
Sono loro a deporre i semi del sorriso –
Che sbocciano nel buio.

Monica Marcoleoni

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