Benaltrismo: quando i veri problemi non risolvono il problema

“Vogliamo abbattere le discriminazioni nel linguaggio? Il vero problema è la discriminazione sul lavoro.
Vogliamo abbattere le discriminazioni sul lavoro? Il vero problema è la disoccupazione. Vogliamo abbattere
la disoccupazione? Il vero problema è la morte sul lavoro. Vogliamo abbattere il problema delle morti sul
lavoro? Il vero problema è il capitalismo. Vogliamo abbattere il capitalismo? Il vero problema è il
riscaldamento climatico. Vogliamo abbattere il riscaldamento climatico? Il vero problema è il sole. Quindi,
abbattiamo il sole.”

Il vero problema è dire che il vero problema è un altro

Insomma, di qualsiasi cosa si parli c’è sempre, nella mente dellə nostrə interlocutorə, una gerarchia ben
specifica che verrà opposta alla nostra argomentazione iniziale. E questo è un chiaro esempio di benaltrismo.
Il benaltrismo è un’arma subdola e con una lama affilata che ha conseguenze su più piani e non porta, di fatto, a nessun pensiero costruttivo. Per definizione, il benaltrismo è un neologismo e indica il comportamento di una persona a spostare l’attenzione su altre tematiche durante una discussione. In realtà, però, non risolve né il problema iniziale, né il nuovo problema che viene portato a galla. E spesso, il benaltrismo viene utilizzato per accusare il femminismo di non occuparsi di tutti problemi, quelli “veri”, ovviamente. E avete mai visto la persona che vi dice che “i veri problemi sono altri” alzare un dito per affrontarli? Ovviamente no. Ma, anzi, inizierà a farne parte.

Il problema del problema del problema del problema è non risolvere i problemi

Ribattere in modo costruttivo di fronte al benaltrismo non è sempre facile. E, allo stesso tempo, questo

atteggiamento non aggiunge valore di alcun tipo alla discussione, ma la paralizza su opinioni statiche,
asettiche e delegittimanti.
Ed è così che il benaltrismo agisce. Da un lato, infatti, non affronta le problematiche di cui si sta parlando,
sminuendole a meri fatti di secondaria importanza. Ma svalutare un problema non significa risolverlo, anzi, significa aggravarlo. Togliere legittimità a un’argomentazione equivale a non relazionarsi con essa, poiché troppo difficile da gestire: si preferisce, quindi, eludere il confronto e ridimensionare l’argomento iniziale, pur di non affrontarlo. Ma se non si è parte della soluzione, si è parte del problema, anche quando può sembrare piccolo o insignificante.
Dall’altro lato, il benaltrismo strumentalizza argomentazioni, che in altri casi sarebbero valide e
fondamentali, in modo astuto. Magari, la persona con cui state parlando di discriminazione di genere sul
lavoro vi dirà che il vero problema è la violenza contro le donne, opponendo una tematica, per quanto
importante, solo finalizzata a delegittimare la vostra. Si finisce, quindi, per utilizzare i problemi – quelli che comunque e in ogni caso il femminismo tenta di risolvere, anche se il o la benaltrista fa finta di non vederlo – a proprio piacimento, senza mai aver agito attivamente su di essi.
Infine, allo stesso tempo, il benaltrismo critica: dove sono le femministe quando servono? Dov’è Greta quando serve? Dov’è Laura Boldrini quando c’è bisogno di lei? Probabilmente – e azzardo quest’ipotesi – a fare qualcosa di concreto per migliorare il mondo ma who knows. Ciò che chi pratica il benaltrismo non comprende è la versatilità dell’attivismo – dall’ambientalismo al femminismo e oltre – che riesce ad accogliere la complessità e le varie sfaccettature dei problemi. E, specialmente, a combatterli su più fronti.
Quindi, il problema vero è – e sarà sempre – non occuparsi dei problemi, a prescindere dall’importanza che
gli viene attribuita.

Cosa fare contro il benaltrismo

Come sempre, bisogna essere informatə. La persona di fronte a noi probabilmente non ha argomentazioni abbastanza valide per continuare il discorso, schermandosi dietro i “veri problemi”. Opporre informazioni
certe, con basi scientifiche o empiriche, può essere un passo in più verso un discorso costruttivo, sia per voi che per il o la benaltrista.
Poi, è importante saper riportare il discorso verso il punto iniziale da cui siamo partitə: anche se il o la
benaltrista vorrà portarvi per la strada nuova, dovete continuare a preferire quella vecchia, prendendovi i vostri tempi.
Infine, la soluzione più efficace ma anche la più difficile è ricordarsi per cosa e chi si sta combattendo: siete
voi e soltanto voi a dare il peso alle cose, non lasciate che il o la benaltrista ve lo portino via, sminuendo il vostro lavoro. Che sia abbattere le discriminazioni nel linguaggio o il sole, l’importante è far parte della soluzione.

Elena Morrone

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