EDUCARE ALLA VIOLENZA DI GENERE: PARTIRE DA DOVE?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Siamo bene a conoscenza che le relazioni di coppia non sono altro che la ‘proiezione’ di ciò che è stata la relazione instauratasi da bambini/e con i nostri genitori. La violenza di genere, infatti, altro non è che il frutto di un’educazione privata dell’espressione delle emozioni, in cui presente è un’educazione di tipo misogina e maschilista.

Importante è , sulla base di questi modelli educativi, portare un cambiamento nei confronti del tipo di educazione che diamo alle nuove generazioni. Fondamentale è il permettere l’espressione delle proprie emozioni, che siano positive o negative, educare quindi al riconoscimento di quest’ultime; porre attenzione sugli argomenti da trattare, da far conoscere e a cui dare importanza, come per il tema del consenso.

Ma, oltre all’educazione emotiva ed affettiva, come si può iniziare a parlare di violenza di genere, facendo capire cosa si intende per ciò? Durante il mio lavoro con gli adolescenti, a scuola e non, sono arrivata ad una conclusione. Bisogna partire dalle parole.

Violenza di genere: cosa si intende per violenza e cosa si intende per genere?

Partire dalle parole ci da l’opportunità di comprendere meglio di cosa si sta parlando. Soffermarsi sulla definizione del termine genere è, per quanto mi riguarda, il punto di partenza: definendo ‘il genere’ comprendiamo la distinzione tra ciò che è l’ identità di genere e quello che è il sesso biologico. Riuscire a capire questa distinzione, riusciamo a dare inizio, successivamente, ad un percorso di contrasto della violenza di genere.

All’interno del termine genere non rientrano solo il sentirsi/l’essere uomo o donna, ma rientrano tutte quelle sfumature che il maschile ed il femminile creano: queer, non binary, gender fluid, ma anche il concetto di cis gender e trans gender.

Non è, infatti, un caso che oggi non parliamo più solo di violenza sulle donne, ma di violenza di genere. La violenza sulle donne nasce in quanto alla base c’è un odio degli uomini nei confronti delle donne (la parola femminicidio indica proprio l’omicidio che una persona di sesso maschile mette in atto nei confronti delle donne, in quanto donne). Nel termine genere, associato alla violenza, oggi, non si fa riferimento solo a quello femminile in quanto, i comportamenti violenti, vengono messi in atto anche verso altre persone sulla base del loro orientamento sessuale o, appunto, sulla base della loro identità di genere. E’ stata opera proprio delle Nazioni Unite ad introdurre questo nuovo termine al fine di parlare di violazione dei diritti umani. All’interno di questo termine, inoltre, si fa rientrare anche il fenomeno del sessismo, misoginia e, in all’omo-bi-transfobia.

Rispetto a quest’ultimo punto, e pensando sempre alla violenza commessa sulle donne, in tutte le sue forme, con questa nuova definizione dobbiamo far rientrare anche la violenza che viene commessa sulle donne in quanto lesbiche (orientamento sessuale) oppure in quanto donne trans* (identità di genere). Sulla base di questa evoluzione, fortunatamente, i CAV (i centri antiviolenza) hanno iniziato ad accogliere anche le donne trans* proprio perché riconosciute nel genere femminile.

Ritornando un po’ indietro, all’argomento di apertura, oggi, i libri di testo riportano, anche se brevemente, cosa si intende per identità di genere, e come si viene a formare, andando così a portare il messaggio della presenza di una identità di genere, appunto, in ognuno di noi.

È vero, ciò che i libri offrono è poco, ma è un buon inizio soprattutto in una società dove è stata abolita una legge che permetteva di tutelare tutte e tutti noi dalle varie forme di violenza e di discriminazione negandoci anche l’opportunità di poter parlare di discriminazione e soprattutto di genere.
Ma, parlarne è fondamentale. Abbiamo la necessità di parlarne e di apprendere le giuste informazioni, soprattutto se riguarda noi, il nostro essere e se ci permette di formare persone migliori.
Ecco…se non si può ripartire dalla famiglia, che si riparti dalla scuola.

Alessandra Quarto

Alessandra Quarto

Alessandra Quarto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ultimi Post

Educazione sessuale e scuola

Attualità, Sessualità

Lettere d’amore

Racconti, Rubriche

Doctor Who e la rigenerazione in donna: ecco perché era DANNATAMENTE ora 

Attualità, Cinema, Femminismo

Billie Holiday: il blues e la lotta contro il razzismo

Arte, Storia

Cookie & Privacy

Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella Privacy Policy
Puoi acconsentire all’utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante “Accetta”. Chiudendo questa informativa, continui senza accettare.