Bellezza: una fiaba sul peso dell’aspetto esteriore

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Bellezza racconta la storia della giovane Baccalà, vessata per il suo aspetto sgradevole, che riceve il dono della bellezza dalla fata Mab.

La graphic novel, edita da Bao Publishing, è scritta da Hubert Boulard e disegnata da Kerascoët (pseudonimo di Sébastien Cosset e Marie Pommepuy).

Da Baccalà a Bellezza

Baccalà è una ragazza umile, che conduce una vita fatta di stenti, lavoro e maltrattamenti. Nessuno è gentile con lei a causa del suo aspetto, e la giovane può contare sull’affetto di un solo amico.

Un giorno, dopo l’ennesima vessazione subita, Baccalà incontra la fata Mab, che le concede il dono della bellezza.

Ma la fata specifica che la sua sarà una bellezza “fasulla”: Baccalà non verrà trasformata, cambierà solo la percezione che gli altri hanno di lei.

Così Baccalà diventa Bellezza, e crede che il suo aspetto le regalerà la vita felice che tanto desidera.

Bellezza lascia il villaggio e l’unico amico che sapeva amarla per ciò che era.

Ma ben presto si rende conto che il dono della fata porta dolore e tragedia: la sua bellezza è tale da far impazzire gli uomini, e così diventa causa di tormento, distruzione e morte.

[SPOILER] La sua vita è piena di peripezie: abbandonata dal primo fidanzato che va in cerca di fortuna per lei, sposa del re e poi schiava nel regno rivale.

[SPOILER] Gli anni passano fino a che Bellezza, aiutata da sua figlia, scopre che il dono della fata era un modo per seminare il caos nel regno degli uomini.

Una fiaba per riflettere

Il fumetto ci racconta con i toni tipici delle fiabe europee il peso della bellezza.

Ambientazione, personaggi, intreccio e struttura narrativa ci portano in un Medioevo abitato da principi, re, regine e fate.

Tradizione e modernità si intrecciano: se da un lato ci troviamo immersi nella classica fiaba, dall’altro c’è l’uso del fumetto e una riflessione molto attuale sull’importanza che diamo all’aspetto esteriore.

Non solo, nel corso della storia, attraverso le relazioni che intercorrono tra i personaggi, possiamo anche meditare sui rapporti tra uomini e donne.

L’ossessione per l’aspetto

Ovviamente il primo tema che emerge è quello legato alla bellezza.

Si sa, siamo una società focalizzata sull’apparenza e siamo costantemente sotto giudizio per il nostro aspetto. Essere gradevoli e avvenenti sembra essere un imperativo categorico.

Pensate, ad esempio, a quanti annunci di lavoro recitano diciture come “di bella presenza”.

La società sembra ricordarci continuamente che se il tuo aspetto corrisponde a determinate caratteristiche, allora hai più possibilità. In tutto.

Così Baccalà desidera ardentemente la bellezza, perché crede che sia la chiave per una vita felice.

Credo sia interessante il fatto che la magia della fata non sia una trasformazione, ma una questione di percezione.

L’incantesimo mi ha fatto pensare a tutti gli stratagemmi che si mettono in atto, più o meno volontariamente, per “modificarsi”: trucchi, vestiti, fotografie con filtri e posizioni studiate ad hoc, chirurgia estetica…

Il tema della percezione fa riflettere anche sul fatto che è sempre diverso il modo in cui ci vediamo noi, da quello in cui ci vedono gli altri.

La consapevolezza di sé

Baccalà diventa bella da un momento all’altro, e questo implica conseguenze anche dal punto di vista psicologico. La vita di Baccalà/Bellezza cambia radicalmente in un secondo, e lei a volte non sembra in grado di gestirlo.

(E mi chiedo se l’incantesimo non possa ricordare la decisione di fare un intervento estetico.)

Non potendo sapere come appare agli altri e memore della sua vita passata, inizialmente è insicura: teme di essere giudicata e abbandonata. Si lega al primo uomo che incontra e teme di restare sola.

Ma quando capisce il potere della sua bellezza, prende fiducia in sé stessa e la sfrutta.

A questo punto inizia un periodo di instabilità emotiva: a volte è compassionevole e sensibile come un tempo, altre diventa capricciosa, inflessibile, crudele, sfrontata, superficiale, egocentrica.

È verso la fine che arriverà la vera consapevolezza di sé.

Nel corso della sua vita ha visto gli effetti della sua bellezza sugli uomini: alcune volte ne è stata intimorita e sopraffatta, altre l’ha sfruttata in modo sbagliato.

Con la maturità, con la nascita di una figlia, dopo le difficoltà e il dolore, inizia il vero riscatto di sé e un modo per riprendere le redini della propria vita. Interiorità ed esteriorità si sono finalmente allineate e agiscono insieme, per il meglio.

La relazione amorosa come ossessione e possesso

La bellezza di Baccalà/Bellezza scatena negli uomini gli istinti peggiori.

Ed ecco che la storia di Bellezza ci ricorda, purtroppo, tante vicende contemporanee.

Donne giudicate per il loro aspetto.

Uomini incapaci di contenersi di fronte quella che giudicano “una bella donna”.

Uomini che si prendono il diritto di dire e fare tutto ciò che gli passa per la testa, senza prendersi la responsabilità delle loro azioni, ma colpevolizzando sempre noi.

Uomini gelosi e sospettosi, che ci privano della libertà, fino ad arrivare ai gesti più violenti.

Assolutamente da leggere

Consiglio davvero la lettura di questo fumetto.

Un primo motivo è legato all’estetica: le tavole illustrate sono una meraviglia, una gioia per gli occhi.

La storia e la narrazione sono coinvolgenti e profonde.

Quando inizi a leggere non riesci più a fermarti: i disegni ti catturano, la storia con i suoi colpi di scena si fa incalzante, e le riflessioni che ne derivano sono davvero stimolanti.

Credo che in questa graphic novel sia racchiuso davvero tanto, e se dovessi dire tutto, non smetterei di scrivere. Leggetelo, anche se non siete amanti di questo genere: non ve ne pentirete.

Monica Marcoleoni

Monica Marcoleoni

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