Affrontare il bullismo a scuola

Quando si parla di bullismo si fa riferimento a un insieme di comportamenti aggressivi che si propagano nel tempo.
Ancora, purtroppo, dobbiamo parlare di bullismo e lo dobbiamo fare in relazione all’ambito scolastico e in relazione all’educazione al rispetto altrui.
Iniziamo a vedere cosa si fa riferimento per bullismo. Solitamente per bullismo ci si riferisce a qualcosa che viene commesso da ragazzi nei confronti dei propri coetanei. Ecco perché, ora, con l’inizio del nuovo anno scolastico, è importante parlare di bullismo ed è importante, soprattutto, parlare di bullismo a scuola.
I comportamenti aggressivi sono sia di tipo fisico che di tipo verbale che vengono commesse da una persona (o da un gruppo di persone) che si sente superiore e che quindi, per emergere, cerca di dominare la persona che si fa vedere più debole. Dico ‘che si fa vedere’, perché chi mette in atto i comportamenti aggressivi, il bullo, in realtà cerca solamente di proteggere la sua anima sofferente. La violenza in questo caso, così come in ogni relazione violenta, ha come funzione quello di difendere l’Io fragile; e quale altro modo se non farlo emergendo in modo aggressivo e puntando come vittima la persona indifesa, quella che molto probabilmente non si ribellerà facilmente?.
Il malessere del bullo è causato da un malessere nato nella persona molto tempo addietro, forse dall’infanzia, e che vede come causa traumi infantili, dati prevalentemente dall’aver vissuto incuria da parte delle figure di riferimento. Per incuria si fa riferimento ad un’assenza di attenzioni verso i propri bisogni, necessari per vivere,e verso le proprie emozioni e sensazioni.

È importante dire anche che l’aggressività del bullo può manifestarsi attraverso due modi differenti: in modo proattivo e in modo reattivo. Nel primo caso si fa riferimento a comportamenti che sono emotivamente distaccati dagli altri che hanno come unico scopo quello di una ricompensa; nel secondo caso, invece, si fa riferimento ad un comportamento più impulsivo che viene agito in caso di minacce esterne per il proprio Io, manifestando emozioni quali rabbia oppure ansia.


Il bullismo nelle scuole

Il fatto che il bullismo si manifesti prevalentemente nell’ambito scolastico, è dovuto al fatto che gli adolescenti si relazionano per la maggior parte del tempo con i loro coetanei a scuola (in quanto passano la maggior parte del loro tempo).
I casi di bullismo stanno aumentando anche nelle scuole dell’infanzia e questi dati ci indicano di come l’aggressività sotto forma di violenza stia aumentando anche tra i più piccoli. Questo è grave in quanto significa che già in tenera età c’è la necessità di esprimere delle sofferenze, che a quell’età non dovrebbero esserci, e che non avendo gli strumenti per esprimersi, si agisce con l’aggressività.

Ciò significa anche che, nonostante il Ministero abbia previsto la necessità di fare corsi di prevenzione al bullismo, questo fenomeno è ancora troppo sottovalutato. Non si riconoscono i campanelli di allarme e non si mettono in atto attività di prevenzione e di allenamento verso una buona acquisizione dell’intelligenza emotiva. Quest’ultima è un’intelligenza che consente di apprendere come ascoltare le proprie emozioni e di capire come entrare in contatto con quelle altrui, cercando anche di immedesimarsi nelle scelte ed idee che le persone con cui ci relazioniamo prendono. Ecco il motivo per il quale ritengo sia necessario fare attività di scambio in cui tutti si relazionano con tutti, allenare la capacità di pensiero e di riflessione, imparando anche ad accettare le idee e le storie degli altri imparando a vivere tra di loro.

Un esempio di attività che trovo molto valida è quella dell’uso di vignette il cui scopo è quello dell’immedesimazione nella storia che si sta proponendo alla classe per cercar di far capire loro quello che si prova in casi di discriminazione e marginalizzazione.

Alessandra Quarto

Alessandra Quarto

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