Tāj-al-Salṭana: pioniera dei diritti delle donne

Principessa della dinastia Qajar, scrittrice, attivista, nonché prima femminista persiana: scopriamo chi è Tāj-al-Salṭana e che ruolo ebbe nei riguardi dei diritti delle donne.

La vita 

Nasce nel 1883 a Teheran, in Iran, figlia del sovrano Naser ad-Din Shah Qajar e fin dalla giovane età dimostra uno spiccato interesse per Victor Hugo, Rousseau e Otto Von Bismark: impara l’arabo, il persiano e il francese. A 10 anni viene data in sposa ad Amir Hussein Khan Shoja’al Saltane con cui ha 4 figli, tuttavia il matrimonio sfocerà presto in un divorzio. Sposa nel 1908 Kowloer Ahasi; morirà nella città natale nel ’36.

Il fotografo potrebbe essere Nasser al-Din Shah Qajar. File provider: user:taranet – Book: Iranian women in Mashrouteh movement, by Abdolhossein Nahid, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4384352

L’impegno sociale

Nel 1910 fonda insieme ad altre donne il gruppo clandestino per i diritti delle donne persiane denominato Anjoman Horriyyat Nsevan, con lo scopo di rivendicare l’uguaglianza delle donne in Iran e i diritti femminili. Ospita in casa sua incontri letterari a cadenza settimanale: il luogo diviene un vero e proprio punto di incontro e di confronto. La ricordiamo inoltre per aver indossato vestiti occidentali ed essersi rifiutata di indossare lo hijab in contesto reale.

Le Memorie (Ḵāṭerāt)

Scrive un diario in cui riporta trent’anni di storia iraniana, paese sconvolto le prime importanti forme di modernizzazione a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il profondo cambiamento culturale e politico si riflette anche sulla sua ideologia e inevitabilmente sui suoi scritti, pubblicati solamente a 60 anni dalla morte, nel 1996, e tutt’oggi oggetto di studi orientali all’università di Harvard e Teheran.

Le sue Memorie diventano dunque punto di partenza e specchio del pensiero di una delle prime femministe iraniane. Taj si trasforma una voce nuova che da una parte rivendica i diritti delle donne, dall’altra mantiene un forte legame con le proprie radici, mai rinnegandole.

Elaborando il primo esempio di letteratura autobiografica iraniana, diventa tutti gli effetti uno dei simboli della cultura pop: una principessa rivoluzionaria, coraggiosa e anticonformista.

(Di Sconosciuto – iranian.com, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1223794)

«Quando verrà il giorno in cui vedrò il mio sesso emancipato e il mio Paese sulla strada del progresso, mi sacrificherò sul campo di battaglia della libertà, versando il mio sangue assieme a quello dei miei compagni che amano la libertà e combattono per i propri diritti.»

(Tāj-al-Salṭana, Memorie)

violedimarzo

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