Attualità

Sovvertire il manuale di storia per conoscerla meglio

Da insegnante, mi ritrovo spesso a dover integrare il manuale di storia con materiale aggiuntivo: fin qui, nulla di sbagliato. Mi chiedo, però, perché spesso e volentieri questo materiale riguardi proprio le donne della storia. Non parlo di vicende marginali: parlo di quelle figure femminili senza cui è impossibile fornire un completo quadro storico.

Questa volta, il problema è sopraggiunto nel racconto delle vicende della Tardoantichità: come spiegare gli Ostrogoti senza Amalasunta? Come spiegare Giustiniano senza Teodora? Ho ovviato a questa mancanza di materiali e fonti, servendomi della collaborazione degli studenti e delle studentesse.

Dopo aver sproloquiato fatti e date nella mia lezione frontale, ho assegnato loro il compito di creare delle interviste immaginarie con i personaggi storici: tra essi, c’erano Amalasunta e Teodora.

Le donne sono state tristemente scelte solo dalle ragazze della classe, ma è stata un’occasione per creare una rete di conoscenza tutte al femminile. Anche la tanto odiata AI, ci è venuta in aiuto in mancanza di fonti, contribuendo a delineare un profilo dei personaggi.

Ecco alcuni estratti dei lavori delle studentesse:

C.P. e M.S. B. su Teodora

Intervistatore: Lei è nota per essere stata la più grande avvocata dei diritti delle donne nell’antichità. Quali sono state le battaglie più dure in questo campo?

Teodora: Ho lottato contro secoli di pregiudizi che vedevano la donna come un oggetto di proprietà. Abbiamo promulgato leggi che riconoscono alle madri diritti di tutela sui figli e abbiamo reso il divorzio meno punitivo per la parte lesa. Ma la mia vittoria più grande è stata l’abolizione della prostituzione forzata e la chiusura dei bordelli che sfruttavano le fanciulle povere. Ho fatto costruire il monastero della *Metanoia* affinché queste donne potessero ritrovare dignità. La libertà di una donna non è un lusso, è una necessità per la salute morale dello Stato.

G.C. e A.T. su Teodora

E.B e M.M. su Amalasunta

Il lavoro svolto in classe dimostra che è possibile trasformare il silenzio sulle protagoniste della storia in un’opportunità educativa: coinvolgere attivamente, stimolare la ricerca e insegnare che le vicende dell’umanità non sono state solo al maschile.

Maura Catania

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