Attualità

L’astronauta, chi io?

Girava velocissima come in un vortice con la tuta aderente nera e pesante e l’istruttore che le dava le indicazioni. Non aveva paura, ma sentiva lo stomaco contorcersi su sé stesso. Cercò di resistere perché sapeva le sarebbe stata utile una volta nello spazio. Stava cercando di girare contro la direzione del vento per arrivare a prendere la bandierina alla base del cilindro per completare il task.

Si impegnava a compiere gli esercizi, ma era già pomeriggio inoltrato e si sentiva senza energie. Era da due mesi che era in quell’accademia per svolgere l’addestramento e si era rivelata più dura di quanto avesse immaginato. Aveva sempre avuto un po’ l’idea che una volta in aria poi si sarebbe un po’ riposata. Si diceva -Stando tutto il tempo chiusa in una navicella non mi stancherò poi così tanto-.

La sveglia era alle 6:30, poi si preparava e scendeva nella sala centrale con le altre ragazze a fare colazione. Si sedette al tavolo con le allieve con cui era entrata più in confidenza, ma al mattino c’era poco tempo per parlare. Alle 8:00 si dividevano in diversi gruppi, tra chi cominciava dalle attività teoriche e chi dagli addestramenti fisici fino all’ora di pranzo. La routine era ripetitiva e le restava un solo mese prima di poter passare al secondo livello.

A cena avevano sempre più tempo per parlare e una ragazza le chiese -E tu? Quand’è che hai capito di voler fare l’astronauta? -, -chi, io? – rispose Chiara -Si tu, voglio sentire la storia di tutte! – aggiunse la ragazza.

-La verità è che ho fatto medicina, ma non mi è mai piaciuta…- replicò Chiara e continuò -Non avrei mai pensato di fare una roba del genere, ma quando ho iniziato a guardare le alternative alla corsia, questa era una figata di vita e mi son detta “bo dai proviamo” -.

-assurdo, tu a trent’anni hai fatto una scelta del genere dall’oggi al domani…-

-beh si, mi sentivo un po’ in trappola… e tu? –

-Io ho mio padre che è paracadutista e mio fratello maggiore ha sempre voluto fare l’astronauta e mi ha contagiata-

-ah okay, bello- rispose Chiara impressionata da quella storia familiare.

Rientrò in camera e dopo essersi fatta la doccia si fece un turbante per asciugarsi i capelli e mentre aspettava di andare a letto si mise a leggere. Era diverso tempo che non vedeva le sue amiche, anzi, dall’inizio dell’addestramento non le aveva mai viste, ma le sentiva in chiamata. Era sempre stata una persona piuttosto solitaria, anche se non si sarebbe detto perché era molto socievole ed estroversa. All’inizio neanche lei lo aveva capito e ne aveva sofferto molto.

Le squillò il telefono e prima di chiudere il libro guardò chi la stava chiamando, era sua madre. Rispose mettendo il vivavoce e ripose il libro. Di tutto aveva voglia, tranne che di sentire sua madre quella sera, ma sapeva che se non le avesse risposto ci sarebbe rimasta male. -Ciao mammina, com’è? – esordì Chiara. -Ciao tesoro! Ero sicura che non mi avresti risposto-

-E dai mà, tutte le volte sta scena, dimmi- disse Chiara

-no, nulla, volevo solo sapere come va… tra poco hai finito eh?!-

-Tutto bene, tutto bene, eh si ora manca un mesetto-

-dai bene bene sono contenta-

-Tu e papà come state? – domandò Chiara visto che come sempre non avevano molto da dirsi

-Noi al solito, andiamo al mare che si sta bene durante il giorno-

-Ho capito…-

-Babbo mi ha detto di dirti che gli fa male una spalla, ma ora è alla televisione e non mi sente- aggiunse la madre

-Eh è che sta sempre gobbo, se stesse più dritto non gli farebbe male-

-Hai sentito cos’ha detto la dottoressa? – disse la mamma di Chiara rivolgendosi al marito che non rispose

-Dai mamma ti lascio che sono stanca, ci sentiamo domani, va bene? –

-Va bene tesoro, buonanotte-

-buonanotte-.

Non riuscì ad addormentarsi subito, le capitava spesso, ma non gli aveva mai dato peso. Allora si mise a guardare il telefono e per caso sui social capitò sul profilo di un suo vecchio flirt e vide che adesso era felicemente fidanzato e un po’ le dispiacque di non aver mai trovato nessuno con cui condividere la vita. Aveva avuto tante storie, ma nessuna che le avesse lasciato qualcosa. Le sue amiche si sposavano e convivevano e lei stava facendo un corso per diventare astronauta e pensò -mah, forse rimarrò sola ancora per un po’ ma a sto punto me la sono cercata- e con questo ragionamento i pensieri rallentarono e si addormentò.

Lavinia Pascariello

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