Doctor Who e la rigenerazione in donna: ecco perché era DANNATAMENTE ora 

Era il 2017 quando una delle serie tv più longeve della storia annunciava con un video, un cambiamento epocale. Il Dottore, protagonista del tv show Doctor Who, prodotto dalla BBC, cambiava sesso. La rigenerazione del Dottore in una donna portava alla rottura con 50 anni di tradizione della serie, che ha sempre visto come protagonista un uomo, bianco, britannico. E si sa che in molti sono allergici al cambiamento. Alcuni fans hanno gradito, altri meno, ma io voglio spiegarvi, secondo la mia modesta opinione, perché fosse il momento giusto per questa rivoluzione.

In questi giorni di maggio del 2022, i fan di Doctor Who hanno appreso con stupore (e la sottoscritta, con molta gioia), che l’attore Ncuti Gatwa (Eric in Sex Education) raccoglierà il pesante fardello del protagonista della serie, diventando il primo attore di colore a interpretare il famigerato Time Lord. Un altro grande salto in avanti per lo show britannico, ma accolto con meno clamore e forse anche meno sdegno dai fan, rispetto a quanto non sia stato nel 2017, quando venne svelata l’identità del nuovo Dottore. Ma cominciamo dall’inizio.

Doctor Who: la serie fantascientifica più longeva del mondo

Tutte le reincarnazioni del Dottore dal 1963 al 2021.

Iniziò tutto nel 1963, grazie all’idea innovativa del produttore Sydney Newman, il quale, sia lui benedetto, ebbe l’avveniristica idea di creare un alieno dalle sembianze apparentemente umane. Questo alieno, appartenente alla specie nota come Signori Del Tempo, poteva viaggiare nel tempo e nello spazio. Per farlo, utilizzava la sua particolare macchina, che tutti oggi conosciamo come la cabina blu della polizia di Londra, chiamata TARDIS (Time And Relative Dimension In Space, sì sono una nerd).

Il Dottore non dice mai il suo nome a nessuno, si fa chiamare solamente “Dottore”, da qui il titolo della serie tv “Dottore Chi”. Iniziò a portare in viaggio con sé alcuni esseri umani, per mostrargli l’universo e allo stesso tempo, per salvarlo da varie minacce, aliene e umane, anche grazie al loro aiuto. In buona sostanza, il Dottore è un supereroe senza armi né poteri magici, ma dotato solamente di due cuori e un cacciavite sonico, che utilizza, quando può, per salvare tutti. 

Intendiamoci, il Dottore non è un santo e di certo non è perfetto. A volte sbaglia, sbaglia più di chiunque altro. E’ un po’ scienziato e un po’ guerriero, a volte sembra un bambino, ma non bisogna mai lasciarsi ingannare dall’aspetto (i suoi 1000 e passa anni li ha eccome!). Sicuramente non pensa mai di essere migliore di qualcun altro, di valere di più o di meritare di più. 

Perciò capitemi bene quando vi dico che questa serie è sì fantascientifica, ma che la fantascienza non è il suo fulcro: i sentimenti lo sono. I legami che il Dottore instaura con coloro che lo accompagnano e con quelli che incontra sulla sua strada sono il centro di tutto. E’ questo che rende Doctor Who così affascinante e così adatto a tutti. 

L’espediente della rigenerazione e le prime idee verso un “Dottore-donna”

Nel 1966, con 3 anni al suo attivo, l’attore William Hartnell, che interpretava il Primo Dottore, dovette abbandonare per motivi di salute. Fu in quell’occasione che il creatore Newman ideò l’escamotage della Rigenerazione. Il processo di Rigenerazione, comune a tutti i Signori del Tempo, permette al Dottore di non morire, bensì di cambiare aspetto. Pur rimanendo sempre la stessa persona, con gli stessi ricordi, qualcosa cambia nel suo carattere. Grazie alla rigenerazione, fu possibile andare avanti con la serie. Tuttavia, nel 1986, con l’uscita di scena del Sesto Dottore, gli ascolti iniziarono a diminuire e lo show a perdere fascino. In quell’occasione, Newman scrisse una lettera alla BBC, proponendo l’idea di rigenerare il Dottore in forma di donna, per dare pepe alla serie. Inutile dire che la BBC non accettò l’idea. Nel 1989 la serie chiuse i battenti, terminando così l’era di quello che oggi viene chiamato Classic Who

I personaggi rivoluzionari e le donne nel New Who

I companions, più o meno frequenti, del Dottore.

Dopo il tentativo di ripresa con il disastroso film sulle vicende dell’Ottavo Dottore, Doctor Who riacquistò davvero fascino solo nel 2005 grazie al produttore Russel T. Davies e all’eccezionale performance di Christopher Eccleston come Nono Dottore, dando vita all’era del New Who.

In una serie che già di per sé rompeva i canoni tradizionali degli show televisivi dal 1963, iniziarono ad arrivare novità sempre più grandi. Ci sono personaggi apertamente pansessuali, come la figura del Capitano Jack Harkness. Ci sono anche relazioni omosessuali e multi-razziali, come quella tra Vastra, donna-lucertola primordiale e Jenny, semplice donna vittoriana. 

Oltre a ciò, le cosiddette companion del Dottore, non erano più solo semplici assistenti che guardavano e ammiravano il loro eroe all’opera. Esse partecipavano attivamente alla lotta, alle battaglie, all’avventura, avide di nuove scoperte, nuovi mondi da esplorare ed epoche diverse da vivere. Ognuna di loro era unica e ognuna di loro portava qualcosa di diverso al Dottore. Ma loro NON SONO il Dottore. Non fraintendetemi, ho amato ogni singola compagna del Dottore con tutta me stessa, ciascuna per caratteristiche diverse, ma sistematicamente, queste figure femminili così forti e indipendenti, venivano lasciate indietro o abbandonavano il Dottore per svariati motivi. “Tutto finisce” dice il Dottore, ed è giusto che sia così, altrimenti nulla di nuovo potrebbe cominciare. Ed è per questo che ho amato l’idea del Dottore donna. Un nuovo inizio.

Le prime avvisaglie della rigenerazione in donna

Le rigenerazioni del Maestro fino a Missy.

Già nella quarta stagione del New Who, sebbene in maniera abbastanza trasversale, viene ripresa l’ipotesi di un Dottore donna grazie all’immenso e decisamente superbo personaggio di Donna Noble, compagna del Dottore di David Tennant (10^) per quella stagione. Infatti, a causa di una meta-crisi biologica tra Donna e il Dottore, la companion assume alcune caratteristiche e conoscenze che albergano nella mente del Time Lord. 

Nel quarto episodio della sesta stagione invece, il Dottore di Matt Smith (11^) parla ai suoi companions, Amy e Rory, di un Signore del Tempo chiamato il Corsaro. Costui amava rifarsi lo stesso tatuaggio sul braccio, di “qualunque tipo fosse la sua rigenerazione”, alludendo in questo modo ai diversi sessi. 

Tuttavia, è solo nel 2014, con l’ottava stagione e il Dottore di Peter Capaldi (12^) che apprendiamo che la rigenerazione al femminile è una realtà. Infatti, l’acerrimo “frenemy” del Dottore nonché Signore del Tempo chiamato il Maestro, torna dopo l’ennesima morte apparente, con il nome di Missy (da The Master) e le sembianze femminili della superba Michelle Gomez. 

Un anno dopo, nel season finale della nona stagione, assistiamo finalmente alla rigenerazione di un Time Lord in Time LADY. Quando il Dottore spara a questo Generale gallifreyano (di Gallifrey, pianeta d’origine del Dottore), costui, pardon, COSTEI, si rigenera in donna. Successivamente afferma che quella uccisa dal Dottore è stata la sua unica rigenerazione maschile. 

Insomma, grazie al produttore Steven Moffat, abbiamo capito, senza ombra di dubbio, che i Signori del Tempo non badano a piccolezze come il sesso o la razza. Il Dottore stesso ne parla alla sua companion Bill nella decima stagione. “Siamo la civiltà più civilizzata dell’universo”, dice, “siamo avanti anni luce rispetto alla vostra inutile ossessione umana sui generi e gli stereotipi che ne derivano”. 

The Thirteenth Doctor: la divisione nel fandom

Maestro: “Così il futuro sarà tutto al femminile?”
12^ Dottore: “Possiamo solo sperarlo”. 

Col senno di poi, con tutte le avvisaglie precedenti e dopo uno scambio di battute del genere, era facile intuire che ci fosse la possibilità di un Dottore donna nell’immediato futuro. Eppure il fandom, a causa di questo cambiamento, si è irrimediabilmente diviso.

Siamo abituati sin dagli anni ’60 a un personaggio che cambia età o modo di fare, ma non a un personaggio che passa da uomo a donna. Molti hanno ritenuto che questo cambiamento fosse dovuto al clima del “politically correct” che si è instaurato negli ultimi anni, altri hanno gridato al “fan service” per accontentare quella fetta di fans che richiede a gran voce più spazio per le minoranze… Io credo semplicemente che fosse ora: ERA DANNATAMENTE ORA.

E’ dall’introduzione del Dottore-Donna di Donna Noble che ci preparano a questa eventualità: davvero nessuno di voi se ne era mai accorto? E tutti i riferimenti delle ultime stagioni sono passati inosservati? O andavano bene solo perché erano altri personaggi, ma non il protagonista? Ho letto davvero dei commenti ignobili su questa scelta narrativa, persone che scrivevano cose come: “Il Dottore che diventa una donna e salva l’universo? Ma dai, è troppo strano!!”. 

Ogni attore ha dato un’impronta diversa al personaggio, ogni reincarnazione aveva tratti caratteriali differenti, pur riuscendo a rimanere sempre il Dottore… e credo che Jodie Whittaker, interprete del Tredicesimo Dottore, sia stata una grande attrice e abbia apportato al personaggio qualcosa di suo. Il Tredicesimo Dottore è un Dottore più distaccato, che vive la nuova rigenerazione allontanandosi dal passato. Non ne parla quasi per niente con i suoi nuovi companions, ma si limita a ciò che ha sempre fatto dalle origini: mostrargli l’universo. Probabilmente ancora colpita da ciò che ha passato, il Dottore donna si presenta come una viaggiatrice che gira il tempo e lo spazio, cercando di aiutare quando può. Sappiamo tutti che dal passato però non si può sempre scappare e anche LEI dovrà affrontarlo. 

Ora, anche il Dottore donna della Whittaker ci saluta per lasciar spazio ad un’altra novità che ci si presenta nelle sembianze di un attore di colore e queer: saranno di nuovo tutti così scettici anche per questa scelta? A voi la parola!

Selenia Romani

Selenia Romani

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