Pelle, disagio e autostima

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Soffro di acne da quando ho quindici anni. Ogni tanto, quando mi guardo allo specchio, penso a come sarebbe la mia vita se la mia pelle fosse perfetta. Avrei più autostima? Sarei più felice? Cambierebbe il modo in cui gli altri interagiscono con me? Cosa provano le persone con una “bella” pelle, qualsiasi cosa questo significhi? Queste sono solo alcune delle domande che ogni tanto fanno capolino nella mia mente.

La pelle è l’organo più esteso che possediamo. È ciò con cui ci presentiamo al mondo, il nostro biglietto da visita. Va da sé che le malattie della pelle siano causa di profondo disagio per chi ne soffre. E quando dico profondo, lo intendo per davvero. Forse si tratterà di concetti banali, già sentiti, ma quando si tratta di salute, fisica e mentale, è sempre importante parlarne. Di fatto l’acne, così come molte altre patologie cutanee, può influire pesantemente sull’autostima di un individuo, può avere un impatto negativo sull’immagine di sé e può avere forti ripercussioni sulla vita sociale e sentimentale di una persona. Nei casi più gravi, queste sensazioni sono talmente dolorose che sfociano in disturbi mentali come depressione o ansia.

È più comune di quanto si creda che una persona con acne rinunci a qualche uscita con gli amici e preferisca rimanere a casa “al sicuro”, protetta dagli sguardi altrui, perché quel giorno si è svegliata con più brufoli del solito. Per alcuni l’aspetto della propria pelle è una delle prime cose a cui pensano il mattino appena svegli, al punto da diventare un pensiero costante. Altri non vivono serenamente certi momenti in compagnia perché credono che le altre persone stiano osservando le loro guance arrossate e le loro cicatrici. Si tratta solo di esempi, ma sono certa che chi convive con qualche malattia della pelle sappia a cosa mi riferisco. 

Negli ultimi anni molte persone, famose e non, si sono fatte portavoce di questo problema, mostrando sui social la loro pelle con brufoli, rossori ed inestetismi di vario tipo. Da persona che convive con l’acne da anni, apprezzo molto quando qualcuno usa la propria voce per dare risonanza a questo problema. Purtroppo se ne parla ancora troppo poco, forse per vergogna, forse perché non è facile mettersi a nudo e dire: “Io sono così”. Ammiro tanto chi lo fa e lo trovo molto d’ispirazione, ci vuole molto coraggio e non è per nulla scontato. 

Sicuramente l’epoca in cui stiamo vivendo non aiuta. Nell’era digitale siamo costantemente circondati da immagini di persone apparentemente perfette, con una pelle impeccabile, senza brufoli, rughe, pori dilatati o discromie. Dobbiamo però tenere a mente che quando ci paragoniamo a queste immagini – perché è di immagini che si sta parlando, non di persone in carne ed ossa – ci stiamo in realtà paragonando ad ore di trucco, a luci studiate, a filtri e a ritocchi di ogni tipo. 

Avere una malattia cutanea ti fa sentire come se la tua pelle fosse più sottile, fatta di carta velina. Di conseguenza, ci si sente più nudi di fronte agli altri, come se ci fossero meno filtri tra sé stessi e il mondo circostante. In altre parole, la sensazione è quella di essere più esposti. Credo sia per questo motivo che l’acne, in più occasioni, mi ha fatta sentire poco desiderabile, sgradevole, sporca, fragile, brutta, insicura, diversa… non necessariamente in quest’ordine. 

Dal momento che ne soffro in prima persona, mi sento autorizzata a dare qualche mio personale consiglio. In primo luogo, mi rivolgo a chi non soffre di acne o di malattie della pelle: siate gentili con chi convive con questo problema, cercate di essere attenti a ciò che dite e ponderate le parole che scegliete. Si tratta di un argomento estremamente delicato, che va affrontato con cura e pazienza. Non ci servono consigli sulla skincare o sui rimedi della nonna, ché dopo anni di dermatologi, prodotti, creme, trattamenti, medicinali e ormoni saremmo anche sul punto di arrenderci, concedetemelo. Ciò di cui invece abbiamo bisogno è comprensione e ascolto, nient’altro. 

In secondo luogo, vorrei dedicare queste ultime righe a tutti coloro che come me soffrono di qualche problema dermatologico: vi comprendo e vi abbraccio. Non sono nessuno per dispensare consigli su come migliorare l’aspetto della vostra pelle. Non solo non ho le competenze per farlo, ma anche se le avessi non sarebbe questo l’obiettivo di ciò che sto scrivendo. Ciò che mi preme dirvi è: cercate di volervi bene per come siete, siate compassionevoli con voi stessi, prendetevi cura di voi. Noi non siamo solo il nostro aspetto fisico. Siamo – anche – molto altro.

If you could accept

That perfection is impossible

What would you stop obsessing over

Rupi Kaur

Elisa Manfrin

Elisa Manfrin

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