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Intervista a Daniela Pili Escher, volontaria di Hope e i suoi angeli

Hope e i suoi angeli è una realtà abruzzese di volontariato, che si occupa di recuperare, accudire e fare adottare animali bisognosi. Aprendo la pagina Facebook dedicata, nei tanti post di appelli per le adozioni di cani e gatti, ci si imbatte in vari recapiti telefonici e profili personali. Tra questi, ci sono quelli di Daniela.

Ho conosciuto Daniela in una clinica veterinaria, dove è arrivata sommersa da trasportini per gatti. Alle persone che le domandavano di chi fossero tutti quegli animali, rispose che erano lì per completare l’iter veterinario, in vista della partenza verso le nuove famiglie adottive. Ma questa, come ho scoperto in seguito, era solo una, e non l’ultima, delle tante tappe che compongono il percorso intrapreso per ogni animale preso in carico. Per avvicinare le persone a questa complessa realtà di volontariato, ho deciso di intervistarla: le sue risposte potranno essere un’occasione di sensibilizzazione. L’intervista, però, ha un ulteriore scopo: dare voce a Daniela, una donna che ha qualcosa di bello da raccontare e che merita di essere conosciuto.

Ciao Daniela. Ci diresti qualcosa di te?

Il mio nome é Daniela, sono una donna di cinquant’anni che, purtroppo, a causa di un tumore, non ha avuto la fortuna di diventare madre. Questo, però, non ha nulla a che fare con la mia grande passione per gli animali: li ho sempre amati, ho avuto come esempio mia madre, che a sua volta era una volontaria. Ha salvato tantissimi animali, anche quelli selvatici come volpi, tartarughe, serpenti, uccelli, etc…

Quindi, questa passione ha sempre fatto parte di te? Quando e come nasce il progetto di Hope e i suoi angeli?

Amare gli animali è stata per me una forma di vita quotidiana: tutto ciò che era in vita bisognava prendersene cura e salvarla. Il progetto di Hope e i suoi angeli è nato quasi per caso: ho incrociato alcune persone che, come me, avevano la mia stessa passione. Insieme, abbiamo salvato il nostro primo cagnolino, che abbiamo battezzato “Hope”. Da lì, abbiamo deciso di chiamare la pagina Hope e i suoi angeli. Hope significa speranza e la nostra speranza è proprio quella di poterne salvare tanti.

Attualmente, in Hope e i suoi angeli quante siete e in che modo siete organizzate? Come affrontate i costi?

Al momento, Hope i suoi angeli è formata da quattro persone: io, la mia collega Liliana , la nostra commercialista Rosalba e Ottavia, la nostra stallante. Io e Liliana ci impegniamo a fronteggiare tutte le spese: i costi sono notevoli, ma cerchiamo di affrontare tutto con razionalità. In primis, attingendo dalle nostre tasche, poi cercando di recuperare qualcosa attraverso le donazioni fatte dagli adottanti e dai nostri sostenitori che credono nel nostro progetto. Al fine delle adozioni, pubblicizziamo il più possibile i nostri animali bisognosi e collaboriamo con tante persone che, come noi, dedicano le loro giornate all’amore verso gli animali. Alcuni sono privati, altri componenti di varie associazioni limitrofe.

Come si svolge la giornata tipo di una volontaria di Hope e i suoi angeli?

Le nostre giornate sono costellate da tantissime telefonate: quelle da parte di aspiranti adottanti, quelle con le volontarie del nord che ci aiutano per i sopralluoghi, quelle fatte ai nostri stallanti, quelle ai nostri veterinari di fiducia. Tutti contatti tenuti al fine di aiutarci a mettere in sicurezza e a garantire salute e benessere ai nostri trovatelli. Molto spesso, purtroppo, non sono animali abbandonati ma rinunce di proprietà, quindi ogni giornata è una lotta continua, un correre per riuscire a trovare delle soluzioni concrete e, soprattutto, veloci.

Ci sono stati momenti di sconforto in questo percorso? Alla fine, gli sforzi fatti vengono ripagati?

Sì, i momenti di sconforto ci sono tutti i giorni. Proprio in questo momento mi chiedono aiuto per una gattina paralizzata. Mi sto sentendo con la presidente dell’associazione “Noi che portiamo le mutande”, cercando di capire rapidamente come muoverci e come mettere in sicurezza l’animale. È tutto un cercare aiuto per aiutare. Certo, gli sforzi vengono ripagati quando arrivano foto e video degli animali che abbiamo mandato in adozione: vederli felici, amati e in salute. Quelle sono le più grandi soddisfazioni: rendersi conto di aver dato ad una vita la possibilità di essere felice.

Alcune persone considerano la sterilizzazione contro natura. Nei tuoi post, c’è scritto che è obbligatoria ai fini dell’adozione. Tu cosa ne pensi? Cosa diresti loro?

Questo è un argomento molto delicato, con il quale mi trovo spesso in conflitto. La sterilizzazione viene vista come qualcosa contro natura: io credo che contro natura sia uccidere i gattini affogandoli, buttare i gattini nelle buste dell’immondizia facendoli morire di sofferenze atroci. Ultimamente, è capitato che hanno gettato sette gattini neonati in una scatola di scarpe, in un bosco, sotto la pioggia battente. Tutto questo, per me, è contro natura. La sterilizzazione, invece, previene qualsiasi tipo di sofferenza, soprattutto considerando che il numero degli animali sul nostro pianeta sarà sempre maggiore rispetto a tutto quello che può essere il nostro lavoro di volontario. Penso che rendere la sterilizzazione obbligatoria ci aiuta sicuramente ad arginare in parte il randagismo ed è per me un discorso fondamentale. Inoltre, la sterilizzazione previene il tumore alle mammelle e il tumore all’utero nella femmina, mentre nel maschio, previene quello ai testicoli.

Un’altra questione, spesso oggetto di critiche, è quella sul potere decisionale che vi riservate sull’idoneità degli aspiranti adottanti. Chi è che decide? In base a cosa?

Per quanto mi riguarda, la decisione spetta sempre alla persona che ha in stallo l’animale o che comunque si è fatta carico di tutte le spese di sostenimento (che siano di stallo, prestazioni veterinarie ecc..). Per la scelta, è molto importante entrare in empatia con la famiglia, capire effettivamente se la famiglia con la quale si sta avendo un colloquio sia adatta. Capita che, a volte, anche le volontarie che fanno i preaffidi sbaglino. Succede anche che, pur non rispettando tutti i parametri prestabiliti, le adozioni possano essere effettuate, perché la famiglia ha un senso di responsabilità estremo: non è solo la zanzariera a dare la sicurezza che l’animale possa vivere bene e in sicurezza. Su questo punto ci sarebbe molto di cui discutere. Poi è ovvio che fra volontari c’è un’etica da rispettare ed è giusto che sia così.

Senti pesare su di te la responsabiltà di questo tipo di scelte?

Normalmente no, quando effettuo io i preaffidi, non vado sola. Oggi, io e la mia collega Liliana abbiamo effettuato un preaffido di una famiglia non agiata economicamente, ma con un grandissimo cuore. A volte non è un grosso portafoglio a fare una buona adozione, ma una bella anima e un grande cuore possono rendere davvero un animale felice.

Pensi sia importante consolidare una rete di volontari sul territorio?

Sul territorio ci sono tantissime associazioni e tantissimi volontari privati, ma molto spesso ognuno di loro ha questa forma di arroganza mista a egocentrismo… Vogliono tutti primeggiare e il bene dell’animale passa totalmente in ultimo posto. Io con questa tipologia di volontari non voglio avere nulla a che fare. Con persone serie e, soprattutto, equilibrate, si può creare una grande rete e fare davvero la differenza.

Che tipo di rapporto hai avuto con le altre volontarie donne? Hai percepito solidarietà?

Allora, nell’ambito del volontariato, la maggior parte delle persone che collaborano per salvare gli animali sono donne. Purtroppo, spesso ci sono stati scontri non solo a causa di diverse opinioni, ma anche dettati da invidia e cattiveria. In virtù di questo, penso che bisogna sapersi relazionare con persone che hanno principalmente la tua stessa anima: con loro non hai bisogno di dare nessuna spiegazione, si entra in empatia e si lavora in armonia.

C’è stata qualche figura che ti ha ispirata particolarmente?

Come ti raccontavo all’inizio, la prima figura che mi ha ispirata nella mia vita è stata proprio mia madre. Lei ha sempre amato gli animali e la natura, chiedendomi di non portarle mai un fiore, poiché farlo significava strapparlo alla vita. Mi ha sempre insegnato il rispetto per ogni essere vivente. Invece, per quanto riguarda una figura religiosa, ho sempre amato Sant’Antonio da Abbate, San Francesco d’Assisi e San Rocco: mi sono sempre sentita protetta e accudita da loro.

Attualmente, quali e quanti animali avete in cerca di adozione?

Hope e i suoi angeli cerca casa a circa 30 gatti, tra adulti e piccoli. Per quanto riguarda i cani, abbiamo 4 cuccioli e 3 cani adulti. Fortunatamente, ne abbiamo appena sistemati una decina e ora possiamo occuparci di loro. Un numero abbastanza sostenibile, considerando che siamo davvero poche.

Cosa auguri per il futuro a te e al progetto di Hope e i suoi angeli?

Il mio progetto, o meglio, il sogno chiamato progetto è quello di poter realizzare un grande rifugio, dove poter collocare sia cani che gatti. Vorrei creare una grande famiglia, dove ognuno ha un ruolo ben definito, cosicché ognuno possa effettuare al meglio il suo operato. Sarebbe bello creare anche dei posti di lavoro effettivi, con stipendi che diano la possibilità a molti volontari di trovare anche un’occupazione in questa società così difficile.

Picture of Maura Catania

Maura Catania

6 risposte

  1. Salve mi chiamo elisa e sono di Minerbio provincia di Bologna ho adottato due splendide gattine da questa associazione e vorrei dire che sono persone splendide e molto responsabili… grazie mille per quello che fate. Un saluto anche da Dori e Lulu ‘

  2. Non ero a conoscenza “del tutto”, ma tramite Daniela uno dei cuccioli dei miei cani, è stato affidato in buone mani. In tutto erano 12 e quattro sono rimasti con me. Ho sempre avuto la compagnia e completa amicizia con i cani e qualche gatto, fin da bambino. Dei cuccioli, otto sono finiti in ottime mani e ne ho notizie spesso. Per fortuna ci sono persone come Daniela e i suoi amici a farci riflettere con il loro operare, sulla preziosità della vita.

  3. È un grandissimo lavoro quello che Daniela e le sue colleghe fanno ogni giorno e io ho avuto l’onore di constatarlo. Loro lavorano con il cuore e non con egocentrismo ed è questo ciò che le rende speciali ❤️

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