Una coppia felice, un matrimonio alle porte, due attori famosi: questo è quello che pensavamo fosse The Drama (2026, Kristoffer Borgli) prima della sua visione. In realtà, il film non parla d’amore, ma della percezione di un trauma passato, di come può essere o non essere relativizzato dall’esterno. Ciò che viene posto al centro della storia raccontata è che, inevitabilmente, le nostre ferite si possono rimarginare da sole, ma il peso del dolore è più lieve nella condivisione con l’altra persona della coppia.

La riflessione che proponiamo in questo articolo contiene spoiler.
Affronteremo, infatti, il segreto celato – a proposito – durante la campagna marketing del film. Questo è necessario per discutere come la questione sia stata trattata dal regista. Pertanto, caro pubblico che ci leggi, speriamo di averti suscitato curiosità per questo film. Che tu l’abbia già visto e voglia proseguire nella scoperta della nostra recensione o se, invece, preferisci tornare dopo aver recuperato la visione: buona lettura!
Come reagiresti se la persona che abbiamo al nostro fianco – e che stiamo per sposare – rivelasse un segreto indicibile? Questa è la domanda a cui Charlie (Robert Pattinson) cerca di trovare una risposta. Durante una cena con una coppia di amici, la sua futura moglie Emma (Zendaya) rivela di aver organizzato, da ragazzina, una sparatoria nella sua scuola, senza però averla effettivamente compiuta.
La rivelazione è come un veleno che si propaga nella vita delle persone che vengono a conoscenza del segreto: l’amica Rachel (Alana Haim) la ripudia, l’amico Mike (Mamoudou Athie) cerca di mediare. Charlie, invece, inizia a dubitare della persona che ha accanto: le armi diventano un elemento disturbante nell’immagine che ha della sua compagna.

Da qui la crisi: Emma è consapevole del peso che ha nascosto e la cui rivelazione ha sobbarcato il compagno. Entrambi cercano di comunicare il proprio stato d’animo a riguardo, di aprirsi, ma è difficile digerire e assimilare una notizia simile in poco tempo. Perché, purtroppo, le nozze sono imminenti e Charlie sente di dover sviscerare il problema prima del matrimonio. Proprio per il suo sforzo di provare ad elaborare una notizia di questo calibro, affronta come può gli amici della coppia e la propria stessa emotività al riguardo. Da un lato la difende, anche mentendo e storcendo la realtà (come l’episodio della vicina di casa di Emma). Allo stesso tempo si allontana, la giudica, cerca di comprenderla, la tradisce.
Il conflitto interiore del protagonista è percepibile anche come pubblico in sala. All’esordio del film, abbiamo visto il primo incontro tra i due, mentre Charlie chiede consiglio a Mike nella stesura del discorso da pronunciare al matrimonio. La stessa ricostruzione dell’episodio verrà ripresa piú avanti dalla stessa Emma, dal proprio punto di vista. Come spesso accade nel mondo del cinema, i primi cinque minuti rivelano il cuore dell’intera storia: i punti di vista dei due protagonisti rispetto ad un evento.
Noi, il pubblico, partecipiamo alla lotta interna che si sta consumando in Charlie, perché ognun* ha reagito diversamente all’approccio goffo, forse insistente e un po’ artefatto di Charlie: pretendere di conoscere un libro che Emma sta leggendo, dopo aver fotografato in un momento di distrazione la copertina del volume lasciato sul tavolo. Fin dai primi minuti di film percepiamo che Emma e Charlie possiedono informazioni diverse su un evento, cioè quello della lettura di un libro – questione ben presto risolta dagli stessi al primo appuntamento a cena.

Se, appunto, da un lato Charlie vive diverse emozioni e compie azioni anche distruttive in cerca di una spiegazione, di una risoluzione del grande interrogativo che lo turba “come dovrei reagire a tutto questo?”, Emma cerca di essere comprensiva, di rimanere aperta al dialogo con lui. Tuttavia, proprio in questa sua disponibilità a rispondere alle domande di Charlie, a rivangare un passato doloroso e che ancora brucia, si spezza la sua fermezza. Per lei, perché far uscire una cosa così grande senza averla mai condivisa prima è difficile. Nemmeno i genitori ne sono a conoscenza, addirittura convinti che lei sia sempre stata “dall’altra parte”, cioè a favore di una piú rigida regolamentazione delle armi.
Le reazioni che hanno Charlie ed Emma alla rivelazione di questo segreto sepolto devono tenere conto anche delle altre due persone presenti a quel tavolo, di quella famosa cena di prova per il menù del matrimonio: Mike e Rachel. I due amici, infatti, reagiscono in maniera decisamente diversa, sia l’uno nel confronto dell’altra sia rispetto alla coppia di fidanzati. Se Rachel ricorda dolorosamente la situazione della cugina, Mike sembra essere una bussola per tutti e quattro, cioè un ascoltatore e mediatore tra i diversi punti di vista.
La reazione di Rachel e la rappresentazione che viene fatta del suo personaggio, la rende una presenza minacciosa tanto quanto Misha (Hailey Gates): sono le due persone che potrebbero rivelare due segreti in uno degli spazi più caldi e delicati per Emma e Charlie: la cerimonia delle loro nozze. Il dramma, dunque, ha due micce pronte ad essere innescate, l’una per l’irrequietezza e il senso di tradimento percepito da Rachel; l’altra per il temperamento tutt’altro che pacifico del compagno di Misha. In entrambi i casi, dunque, viene percepito da parte del pubblico non solo il “drama” che potrebbe scaturire alla festa, ma anche le conseguenze di tali svelamenti, le risposte possibili da parte di parenti e amici, di genitori e conoscenti, nonché di rispettabilità tra con le persone con cui collaborano nel proprio ambito di lavoro.

Il film propone, dunque, una lettura stratificata non tanto del contenuto in sé del segreto, ossia delle sparatorie di massa nelle scuole. Un tema così tanto delicato e caldo nella società statunitense poteva essere il focus della storia, attorno a cui sarebbero gravitate le storie dei protagonisti finzionali di questo film.
Al contrario, il focus è un altro: riguarda la relazione di coppia, quella amicale e delle cerchie più o meno ristrette, come quelle della società civile e del luogo di lavoro, della famiglia e delle conoscenze. Il taglio dato alla questione della pianificazione di una sparatoria di massa è il punto di partenza per una riflessione profonda sul rapporto che intercorre tra due persone così legate da essere pronte a sposarsi, che hanno già convissuto diversi anni, che si sono conosciute molto tempo dopo i fatti avvenuti.
La domanda che il pubblico in sala non può evitare di porsi è: cosa avremmo fatto al posto di Charlie? Cosa può cambiare nella percezione di una persona a noi così cara, che credevamo di conoscere?
The Drama può, dunque, considerarsi un film ad alto potenziale di dibattito post visione, soprattutto con persone a noi vicine, perché permette di problematizzare la rivelazione dei segreti, di quella parte più vulnerabile di noi. Nell’epilogo viene suggerita una via possibile ad attriti e drammi. È nella condivisione che la coppia riesce a trovare respiro: la comunicazione aperta e il tentativo di ricominciare da capo sono ossigeno in una relazione ofuscata da non detti, segreti e incomprensioni. Sarà troppo tardi?

Scritto da Gaia e Ilaria