“Perché mi fai questo, mamma?”La mutilazione genitale femminile perpetrata dalle donne sulle donne

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‹‹ Io piangevo: “Aspetta mamma, aspetta, no, io sono già una brava bambina!”.

‹‹ Io scappai, ma avevo 7 anni e non è che potessi scappare chissà dove. Quindi mi hanno presa e mi hanno legata a un tavolo. Le donne che mi tenevano erano zie, parenti e anche amiche di famiglia”.

‹‹ Queste donne, a cui io volevo bene, mi tirarono su la gonna, mi abbassarono le mutandine e spalancarono le mie gambe. Non mi ricordo molto dopo questo… I miei genitori mi fecero promettere di non dire niente a nessuno perché potevano avere dei problemi per questo”.

‹‹ Cercai di scappare, ma più persone mi tenevano per le mani e altre donne mi tenevano per le braccia e per le gambe. Io ero immobilizzata, qualcuno mi teneva anche la testa…”.

Queste sono solo alcune delle testimonianze raccolte in un video per la Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, che cade ogni anno il 6 di febbraio. Quando mi sono imbattuta per la prima volta in questo video, non ero sicura di ciò di cui stessero parlando quelle donne, ma quando realizzai quale fosse l’argomento centrale delle loro testimonianze, ne rimasi a dir poco scioccata. Avevo già sentito parlare delle mutilazioni genitali femminili, ma solamente di sfuggita e la sentivo come una cosa lontana da me e lontana da qualsiasi nazione che fosse un minimo civilizzata.

Non potevo immaginare che ancora in così tanti paesi, questa pratica fosse accettata e addirittura abbracciata come parte della propria cultura e tradizione. No… Siamo onesti. Questa NON è cultura, questa NON è tradizione. Questo è abuso e molto spesso, è abuso di minore. Ma forse, ci che più mi scuote e mi lascia senza parole, è che questa pratica è effettuata DALLE DONNE SULLE DONNE. Ma andiamo con ordine.

La mutilazione genitale femminile pu riferirsi a diverse procedure di asportazione degli organi genitali femminili esterni per ragioni NON MEDICHE. Queste procedure vanno dall’asportazione parziale o totale del clitoride, alla rimozione delle labbra, all’infibulazione femminile, ossia il restringimento dell’orifizio vaginale. Questa pratica è talmente tanto antica che bisogna risalire all’antico Egitto per trovarne alcune tracce. Si individuano alcune caratteristiche delle mutilazioni sui resti delle mummie e partendo da qui, la procedura si è diffusa in diverse zone dell’Africa e in altre regioni del mondo.

Ad oggi, la mutilazione genitale femminile è diffusa in 30 paesi del continente africano e nel Medio Oriente e in alcuni paesi dell’Asia e dell’America Latina. Si stima che il numero di donne che convive con la mutilazione ammonti circa a 125 milioni. Oltre a ciò, ogni anno, circa 4 milioni di bambine, dai 3 ai 15 anni, sono a rischio di subirla. Tenendo conto della velocità con la quale cresce la popolazione dell’Africa, l’OMS stima che saranno circa 68 milioni quelle che subiranno questa atrocità entro la fine del 2030.

Quali sono i motivi per cui si praticano? “Sono stata mutilata per il mio futuro marito,” dice una delle donne del video, “per non fare sesso al di fuori del matrimonio”. La mutilazione genitale femminile sottolineerebbe la purezza, la verginità della bambina, segnando il suo passaggio all’età adulta e quindi, alla possibilità di sposarsi. In altre parole, le ragazze, una volta mutilate, vengono costrette a lasciare gli studi e a sposarsi anche in giovanissima età. Così facendo, si stroncano sul nascere qualsiasi loro potenziale e la facoltà di realizzarsi liberamente nella società come persone autonome.

Tutto questo porta sempre ad una sola cosa, ad una sola verità, che si ripresenta ogni secolo, ogni decade, ogni anno: l’oppressione delle donne. In una società in cui la donna ha sempre avuto un ruolo di inferiorità rispetta all’uomo, queste mutilazioni costituiscono un’ulteriore atto di sottomissione. Il controllo del corpo delle donne, il controllo della sessualità delle donne è un problema di carattere mondiale che non ha mai smesso di esistere. La mutilazione genitale femminile elimina ogni forma di piacere sessuale, frenando ogni impulso: se la donna non prova piacere durante il rapporto, resterà fedele al marito. Così, il rapporto sessuale sarà soltanto un dovere coniugale che porterà
gratificazione solamente a una delle due parti coinvolte: l’uomo.

Inoltre, queste pratiche barbare possono avere conseguenze a dir poco spiacevoli. Chi delle ragazzine riesce a sopravvivervi, può andare incontro a un’infinità di problemi di salute a breve e lungo termine. Tra questi problemi vi possono essere dolore intenso e sanguinamento eccessivo, difficoltà a urinare, infezioni, infertilità, complicazioni durante il parto e soprattutto, problemi psicologici derivati dalla traumaticità dell’evento e dall’atroce dolore provato durante la mutilazione.

Leggendo tutte queste informazioni, inizio a rendermi conto della paura e del dolore a cui queste bambine vanno incontro. Tuttavia, niente è paragonabile a ciò che devono provare nel sapere che sono le loro madri, le loro zie, le loro nonne, le autrici di questi atti mutilatori. Le mutilazioni genitali femminili sono di solito effettuate da donne della comunità, assistite dalle donne della famiglia, che cercano di tenere buona la bambina, per non spaventarla. “Deka, devi andare per prima,” dice la mamma a sua figlia Deka, che nel video riporta le sue parole, “io e tuo padre vogliamo che tu sia brava e pulita per il tuo futuro marito”.

Agli uomini non è permesso assistere alla pratica e la comunità maschile generalmente ignora la sofferenza provata dalle ragazze durante l’operazione, molto di frequente eseguita in condizioni igienico-sanitarie decisamente insufficienti. Senza l’utilizzo di anestetici, antibiotici né materiale sterile, si rischia di provocare la morte per emorragie e infezioni. “Ovunque io vada,” dice Sadia, una delle donne del video, “mi rivolgo anche agli uomini e gli spiego esattamente quello a cui veniamo sottoposte. Molti rimangono scioccati. Chiedono come mai le madri accettino che facciano questo alle bambine. E io gli rispondo: Per voi ragazzi, lo fanno perché se no pensano che non ci sposerete”.

Uomini, mi rivolgo a voi: amate le vostre sorelle, le vostre amiche, le bambine che vi sono cresciute accanto? Salvatele, tutelatele, iniziate a dire basta, perché è per voi che si mette in atto tutto questo. Date alle donne la possibilità di vivere come esseri umani unici e completi, rendetele vostre pari e loro vi ameranno di più per questo in futuro. Donne, mamme, zie, amiche di famiglia: ABBANDONATE l’uso di queste pratiche arcaiche. Date alle vostre figlie, alle vostre nipoti, la visione di un futuro dove non hanno bisogno dell’approvazione di una società per vivere. Dite loro che sono meritevoli di tutte le cose buone che gli accadranno e che anche se non state sottoposte alla procedura, sono e saranno sempre AMATE e ACCETTATE. Soprattutto da voi.

Selenia Romani

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