Diana Spencer: perchè dovremmo ancora parlarne dopo venticinque anni?

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Se mi venisse data la possibilità di trascorrere qualche ora e di chiacchierare con un personaggio famoso, vivo o meno, non avrei dubbi sulla risposta. Sceglierei sicuramente Diana Spencer. Le ragioni sono molteplici, ma la stima e l’ammirazione che provo per lei derivano principalmente dalla sua gentilezza disarmante. 

Sono passati venticinque anni da quel tragico incidente che le spezzò la vita. La sua morte fu devastante per centinaia di migliaia di persone, che piansero come se avessero perduto una cara amica, una sorella, una vicina di casa. Non c’è bisogno di dire quanto fosse amata dal popolo inglese, ma non solo. Non a caso era ed è conosciuta come “the people’s princess”. Ma perché, 25 anni dopo, dovremmo ancora ricordarla? 

Ribelle e anticonformista, durante la sua vita a corte Diana infranse il protocollo più volte. Il giorno del suo matrimonio scelse di omettere il verbo “obbedire” dalle sue promesse nuziali. Disse quindi che avrebbe amato, confortato e onorato il marito, il Principe Carlo, ma senza obbedirgli. E come dimenticare quella volta che scelse di partecipare a una giornata sportiva organizzata per i genitori correndo a piedi nudi sull’erba. 

Ciò che lei più amava era il contatto con le persone. Amava toccarle, abbracciarle, parlarci, ascoltare le loro storie. Quando partecipava a qualche evento prendeva spesso in braccio i bambini che le correvano incontro o si metteva al loro livello, abbassandosi, facendosi piccola. Faceva la stessa cosa con le persone anziane, con i disabili, con i malati. Tutto questo non era per nulla scontato. É ciò che le ha concesso di rimanere impressa nei cuori della gente ed è ciò che le consentirà di vivere eternamente. 

Uno dei gesti che più fece discutere riguarda quella famosa volta in cui visitò un ospedale di Londra e toccò la mano di una persona malata di AIDS, senza guanti. Era il 1987 e all’epoca lo stigma che circondava questa malattia era ancora enorme. Gli scienziati avevano già dichiarato da qualche anno che la malattia non poteva trasmettersi semplicemente attraverso il contatto, ma le persone avevano paura. Diana contribuì nettamente ad abbattere questi pregiudizi nei confronti dei malati di AIDS. È molto celebre il suo discorso in cui ribadì che l’HIV non rendeva le persone pericolose da conoscere e che quindi era possibile stringere loro la mano e abbracciarle.

Senza ombra di dubbio, la sua presenza a corte ha cambiato per sempre la monarchia inglese. Lady Diana ha abbattuto numerose barriere tra la monarchia e il popolo. Lei mostrò come i reali potessero, di fatto, entrare a contatto con la gente e far sentire la loro vicinanza. 

La vita di Diana Spencer è stata scandita da molta sofferenza, da malattie mentali e da disturbi alimentari. Forse, proprio perché conobbe il dolore sulla sua pelle, fu in grado di comprendere la sofferenza dell’altro. Riuscì a provare compassione e a dimostrare empatia come pochi altri avevano fatto prima di lei. Oggi i suoi figli William ed Harry hanno molto a cuore il tema della salute mentale e ne parlano spesso. Ciò è dovuto al fatto che sin da piccoli videro da vicino quanto i disturbi mentali potessero essere subdoli e debilitanti. In particolare Harry ha creato, assieme ad Oprah, una docuserie dal titolo The Me You Can’t See, per sensibilizzare le persone riguardo al tema della salute mentale. 

Poco più di un mese dopo la sua morte, venne fondata la Lady Diana Foundation. Il suo scopo è quello di conservare la memoria della principessa e continuare le opere benefiche da lei iniziate. Da allora, la fondazione continua a ricevere donazioni che supportano cause che di certo sarebbero state a cuore a Diana. Tra le altre cose, la Lady Diana Foundation raccoglie fondi per aiutare persone bisognose, fornisce aiuti umanitari, eroga borse di studio. 

Oltre a questo, le sono stati dedicati innumerevoli film, documentari e libri, nonostante nessuno di questi possa realmente cogliere l’essenza di Lady Diana e ciò che provò nelle varie fasi della sua vita. Oggi una delle risorse che ci aiutano a comprendere un po’ più a fondo la vita di Diana è sicuramente la serie The Crown, prodotta da Netflix. Nella serie il ruolo di Diana è ricoperto da una favolosa Emma Corrin. Questa serie è stata enormemente apprezzata dalla critica e, addirittura, alcune fonti interne di Buckingham Palace affermano che anche la famiglia reale l’abbia apprezzata. 

Per concludere, Diana Spencer ci ha insegnato come l’umiltà e la generosità siano valori inestimabili, ciò che abbiamo di più prezioso. Lei ci ha dimostrato che un gesto semplice come una carezza o una parola di conforto possono essere luce per gli altri. In altre parole, io credo che la sua storia e il suo esempio spingano le persone a diventare migliori. Per questi e per altri mille motivi, lei continuerà ad essere per me una fonte inesauribile di ispirazione. Spero che lo possa diventare anche per voi.  

Elisa Manfrin

Elisa Manfrin

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