Mascolinità tossica e ipoplasia peniena:  SKAM Italia l’ha fatto di nuovo (e meno male)!

Non si può capire quanto bisogno c’è di parlare di un argomento finché questo non viene tirato fuori e ci si rende conto di quanto può mettere a disagio alcune persone. Eppure non si può, anzi NON SI DEVE smettere di parlarne. E se l’urgenza e la necessità di trattare un tema si giudicano anche dalle reazioni a caldo che suscita, allora non c’è dubbio. SKAM Italia 5 sta facendo la cosa giusta. 

Iniziai a seguire SKAM Italia nel 2019, quando la serie aveva già 3 stagioni all’attivo, ma non avevo idea della perla che stavo per scoprire. Avevo iniziato la prima stagione senza troppe aspettative, pensando che, essendo una serie italiana, anche se nata come trasposizione della serie originale norvegese, non avrebbe mai raggiunto l’epicità di altre serie tv straniere che adoro. Non avrei potuto sbagliarmi più di così. 

I protagonisti centrali delle 5 stagioni di SKAM Italia: Eva (Ludovica Martino), Martino (Federico Cesari), Eleonora (Benedetta Gargari), Sana (Beatrice Bruschi) ed Elia (Francesco Centorame).

Le idee e i temi della serie sono trattati con una maestria impareggiabile. Essi toccano in maniera diretta alcuni dei problemi legati all’essere un adolescente e allo scoprire e accettare se stessi per come si è. Tuttavia, mentre i temi trattati nelle prime 4 stagioni della serie sono stati accolti con calore dal pubblico italiano, il tema centrale dell’ultima stagione ha generato non poche polemiche sui social. 

Il protagonista nella quinta stagione è Elia Santini, interpretato dall’attore Francesco Centorame, che è alle prese con un importante percorso di accettazione di sé. Infatti, il ragazzo soffre di ansia da prestazione legata alle dimensioni sotto la media del suo pene. Il nome corretto del disturbo è ipoplasia peniena, conosciuto comunemente come “micropene”. 

Se avete seguito le stagioni precedenti, saprete che la serie si è occupata di argomenti importanti e controversi. Abbiamo visto la scoperta della propria sessualità e il coming out, le malattie mentali, la cultura islamica e in generale i rapporti tra gli adolescenti. Eppure, su questo nuovo tema, si sono scatenate le critiche e le polemiche più aspre da parte della community di SKAM. Ma queste non si sono fermate solo al confronto con gli argomenti centrali delle stagioni precedenti. Esse hanno enfatizzato il fatto che il problema di un “pene piccolo” per un ragazzo bianco, cisgender ed etero non sia qualcosa di cui dovrebbe lamentarsi, dati i suoi privilegi.

Da sinistra: Elia (Francesco Centorame), Niccolò (Rocco Fasano), Martino (Federico Cesari) e Filippo (Pietro Turano).

Lo sceneggiatore e autore della serie Ludovico Bessegato, ritiene fondamentale parlare di questo tema, poiché è evidente anche da queste critiche che: “[…] ci troviamo davanti ad un argomento in qualche modo “tabù”. E se lo è per i nostri interlocutori, quanto può esserlo per Elia e per tutte le persone reali che si trovano nella sua condizione?”. L’idea alla base della serie è quella di indagare il rapporto tra la mascolinità, la virilità e quello che nella nostra società continua ad esserne il principale simbolo, ovvero il pene. Quante persone sono davvero in grado di non farsi influenzare dalle dimensioni nel giudizio di una persona con un pene non conforme? E soprattutto: che cosa pensano e che sensazioni provano le persone che si trovano in quella condizione? 

Purtroppo questi commenti online così violenti e pieni di prese in giro, sono la prova che ci serviva per capire che questa nuova stagione di SKAM ha centrato in pieno un nervo scoperto. Tutte le persone, uomini o donne che siano, sono vittime delle aspettative e degli schemi che la società attribuisce loro. Questi li opprimono e riducono a ruoli predefiniti, che potrebbero poi portarli ad essere repressi e violenti e quindi, alla creazione di una tossicità nociva. Di seguito vi riporto il messaggio dell’attore Pietro Turano (Filippo Sava in SKAM Italia), che a parer mio ha risposto nel modo migliore ai commenti di chi riteneva questo nuovo argomento non all’altezza degli altri.

Dopo aver osservato il dibattito che si è creato attorno al tema, è bene capire cos’è questa malattia di cui si parla. L’ipoplasia peniena è una vera e propria forma patologica di micropene. Viene osservata nei soggetti maschili, le cui dimensioni del pene in erezione non superano i sette centimetri. Solitamente si diagnostica il micropene alla nascita o durante lo sviluppo e può derivare da problemi ormonali o dalla genetica. Tuttavia, la maggior parte delle persone che soffrono di ipoplasia peniena ha comunque genitali interni e testicoli normali. Quindi, mantiene una normale funzione sessuale, riesce ad urinare, a masturbarsi o a raggiungere l’orgasmo. 

Alla luce di queste informazioni vi propongo una domanda: era necessario trattare questo tema in una serie tv per adolescenti e sugli adolescenti? La risposta è “Decisamente sì!”. Se questo disturbo non ha conseguenze significative sulle funzioni dell’organo genitale maschile, allora tutti i problemi di cui soffrono persone come Elia, sono legati semplicemente alle risposte che gli arrivano dalla società. Il body shaming e la mascolinità tossica sono una realtà per le donne così come per gli uomini. Quando riusciremo ad arrivare a capire che l’unica soluzione è accettare se stessi e accettare gli altri per come sono? 

Selenia Romani

Selenia Romani

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