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Un cervello rinchiuso in uno stereotipo

Questa è la storia di un’attrice di successo, una femme fatale della Hollywood del 1900 che conquistò la fama mondiale, ma non vide mai riconosciuto il suo valore di scienziata e inventrice. E’ la storia di una donna tanto bella quanto intelligente: Hedwig Kiesler.

I primi anni

Hedwig Kiesler, conosciuta poi dal resto del mondo come Hedy Lamarr, naque a Vienna il 9 novembre 1914 da genitori ebrei appartenenti all’alta borghesia. La sua appartenenza alla classe alta la condannò a scarse attenzioni da parte dei suoi genitori, un’educazione affidata e un’infanzia passata in mezzo alle governanti. Un’infanzia ancora dettata dal rigido rigore che l’educazione ancora si portava dietro dal 1800. Da subito alla Lamarr viene riconosciuta un’elevata intelligenza, studiò ingegneria, pianoforte e fin da giovane sapeva parlare quattro lingue. Si avvicinò anche al mondo della recitazione sempre di più, contro il volere dei suoi genitori, ma la svolta decisiva per la sua carriera attoriale avvenne attraverso l’incontro con il drammaturgo Max Reinhardt. Venne scritturata per la commedia Il sesso debole, nella quale la sua performance e la sua bellezza cominciarono ad essere notate e le permisero di trasferirsi a Berlino e frequentare personaggi di spicco. Qui ebbe modo di farsi conoscere grazie alla partecipazione ad altri film: la sua carriera cominciava a decollare.

Estasi, il film scandalo

Un evento che segnò, per molti in negativo, la sua carriera, fu il suo ruolo come protagonista nel film Estasi di Gustav Machaty, nel 1933. Il lungometraggio racconta una storia d’amore adultera: le mancate attenzioni da parte del marito Emile spingono la giovane Eva ad innamorarsi di Adam, che le fa conoscere la passione amorosa. Sul film si abbatté velocissima la censura perché Hedy, nel ruolo dell’affascinante Eva, interpretò il primo nudo integrale nella storia del cinema. Ma non solo, nel film viene rappresentata anche la prima estasi erotica davanti ad una macchina da presa: il primo orgasmo femminile (naturalmente recitato). Il ruolo di Eva, seppur consacrandola alla fama internazionale, le costerà caro. Nessuno è intenzionato a prendere troppo sul serio un’attrice che ha mostrato il suo corpo in maniera così libera. Dovevi essere una femme fatale, ma non certo mostrare il tuo seno o il tuo culo in un film. Fu un fatto eccezionale per quei tempi, ma la parte scandalosa contribuì a farla conoscere in tutta Europa e fino in America.

Hedwig Kiesler in Estasi, 1933

Il primo matrimonio e gli anni americani

Nel 1933, non ancora ventenne, la Lamarr si sposò per la prima volta (seguirono altri cinque matrimoni) con il ricco mercante d’armi Fritz Mandl, detto il re delle munizioni, di 14 anni più vecchio di lei. Il matrimonio durò ben poco perché la ragazza si accorse presto di essere intrappolata in una gabbia dorata. Il marito era geloso e possessivo e la aveva sposata per aggiungerla alla sua collezione. Si dice che, dopo l’uscita di Estasi, l’uomo abbia tentato di acquistare tutte le pellicole esistenti perché nessuno avrebbe dovuto vedere nuda quella che ora era sua moglie. Nonostante la posizione dell’uomo, che era un amico di Hitler, Hedy riuscì a fuggire con le tasche piene di gioielli e nel 1937 il matrimonio venne annullato da parte di Mandl, probabilmente per ragioni razziali. Non dimentichiamoci che erano negli anni del nazismo e la Lamarr, seppur attrice, era di origini ebree.

Giunta a Londra incontrò Louis Mayer, produttore cinematografico a capo della Metro Goldwyn Mayer (importantissima casa cinematografica hollywoodiana) con cui firmò un contratto della durata di sette anni con un compenso previsto di 500 dollari a settimana. Fu Mayer a cambiarle il nome in Hedy Lamarr, molto più internazionale del tedesco Hedwig Kiesler. Imparò l’inglese e si trasferì in America dove raggiunse le stelle con il film Un’americana nella casbah. Gli anni americani segnarono un importante periodo per l’attrice, raggiunse la fama mondiale ed arrivò a essere una delle attrici più pagate d’America. Al contempo si continuò a dedicare alle sue riflessioni da scienziata.

La solitudine

Nonostante la fama Hedy si rese presto conto di essere una donna senza patria, senza famiglia e soprattutto schiava della propria immagine. Era scappata dalla gabbia del primo marito per ritrovarsi in una gabbia ancora più grande dettata dai suoi ruoli nei film e influenzata dal suo essere una delle donne più belle di quei tempi. Cercò a lungo una qualche certezza nelle relazioni, ma queste non duravano mai a lungo. Seppure ricca, bella e conosciuta da tutti, non poteva dirsi felice. Con il tempo Hedy cercò, attraverso le sue pellicole, di aiutare gli USA durante la Seconda Guerra Mondiale. In una sera, dispensando baci, fu in grado di raccogliere l’enorme somma di 7 milioni di dollari. Ciò che voleva dimostrare era il suo impegno a dare un contributi agli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale e far sì che si dimenticassero delle sue origini tedesche.

Un’inventrice brillante soffocata dalla fama

Alcuni ipotizzarono che Hedy sapesse molto riguardo a munizioni, questioni militari e armi segrete grazie al suo primo matrimonio. Fritz era un mercante d’armi molto importante e aveva agganci con moltissime personalità, tra cui gli stessi Hitler e Mussolini. La donna era da sempre interessata alle questioni militari e il suo incontro con il compositore George Antheil le permise di approfondire un progetto che aveva in mente. Il secret communication system era un sistema pensato dai due per guidare via radio i siluri evitando che venissero individuati dal nemico. La Lamarr sapeva che questo era uno dei problemi della guerra navale. La scoperta fondamentale di Hedy e George consisteva nel fatto che la trasmissione di onde radio poteva essere trasferita da un canale radio all’altro a intervalli di tempo regolari in una sequenza di successione dei canali nota soltanto al trasmettitore e al ricevitore

L’invenzione fu brevettata nel 1942 ma la marina USA la giudicò non utilizzabile in pratica. In fondo a questa scelta c’era forse l’incapacità di mettere in atto un’invenzione pensata e progettata da una donna, un’attrice hollywoodiana per di più.

Questo evento distrusse Hedy. Il suo valore di inventrice per molto tempo non fu riconosciuto e le sue prestazioni attoriali ne risentirono e cominciarono ad essere sempre meno convincenti, l’attrice era ritenuta da molti come una donna combattiva e ribelle, sostenevano che era difficile lavorare con lei. Con il film Sansone e Dalila ritrovò per un breve periodo la celebrità, ma successivamente andò nuovamente in deriva. Dopo alcuni segni di instabilità mentale, negli anni ’50 abbandonò le scene. Morì il 18 gennaio 2000, stroncata da un infarto.

Una vita sfortunata

Siamo soliti pensare che difficilmente bellezza e intelligenza possano coesistere e proprio per questo personaggi come Hedy Lamarr sono stati gettati subito sul palco della fama senza avere possibilità di portare avanti e far conoscere anche le altre loro abilità. La Lamarr non era solamente una grande attrice, ma il suo esserlo le ha seppellito il suo futuro da inventrice. Ritiratasi dalle scene, a fine anni ’50 progettò una località sciistica in un posto sperduto del Colorado, che ora si vanta la fama mondiale: Aspen. Non fu l’unico progetto della donna che venne ripreso solamente successivamente. La tecnologia studiata con Antheil, rifiutata dalla marina, venne ripresa negli anni successivi e diventò la base degli studi che oggi ci permettono di usufruire di cellulari, bluetooth e Wi-Fi.

Nel 1998 le viene finalmente conferita la medaglia Kaplan (sollevatosi il segreto di stato sul suo brevetto più famoso), la più alta onorificenza austriaca per un inventore. Infine in Germania, Austria e Svizzera viene decretato il 9 novembre come giornata dell’inventore, in suo onore. Seppure il merito le fu successivamente riconosciuto, Hedy Lamarr non trasse alcun beneficio dalla sua intelligenza per quasi tutta la sua vita, rinchiusa nel suo ruolo di femme fatale e di donna.

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Erica Nunziata

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