Charlotte Salomon: I colori dell’anima

La casa editrice Becco Giallo, apprezzata per le storie ricercate e le pubblicazioni a fumetti, porta nel mondo delle tavole illustrate la storia di Charlotte Salomon, artista tedesca vissuta nella prima metà del ‘900.
La sua vita è intensa e drammatica: vive gli orrori del nazismo mentre lotta contro la depressione e il suicidio che colpisce le donne della famiglia.

Charlotte Salomon: biografia

Charlotte Salomon nasce in Germania il 16 aprile 1917.
È figlia di Albert Salomon, medico chirurgo, e di Franziska Grunwald, aristocratica berlinese.
Charlotte prende il nome dalla zia materna, morta suicida in giovane età. La stessa sorte toccherà alla madre, che, dopo aver lottato per anni contro una grave depressione, si toglie la vita quando Charlotte ha solo 8 anni.
La solitudine causata dalla morte della madre e dall’assenza del padre, impegnato nel lavoro, rendono Charlotte una bambina difficile ed instabile.
Il padre si risposa alcuni anni dopo con la cantante lirica Paulina Lindberg: Charlotte ha finalmente una figura materna e si dimostra molto gelosa e possessiva.
Nel 1933 Charlotte è costretta a lasciare la scuola a causa dell’antisemitismo; successivamente riesce ad entrare all’Accademia di Belle Arti di Berlino, dove studia arte moderna e si ispira a Munch, Schiele, Kokosckha, Van Gogh, Gauguin.
Nel frattempo la discriminazione razziale diventa sempre più feroce e, dopo la famosa “Notte di cristalli”, Charlotte raggiunge i nonni in Costa Azzurra, mentre il padre e Paulina scappano in Olanda.
In Francia è accolta dalla benefattrice americana Ottilie Moore che ha trasformato la sua villa in un centro di accoglienza per profughi ed orfani di guerra.
La convivenza con i nonni materni si rivela complicata: il nonno ha un carattere ostico mentre la nonna soffre di depressione; Charlotte scopre così la verità sulla morte della madre e della zia.
È turbata e teme per la propria salute mentale: iniziano anche per lei i pensieri ossessivi e, dopo un periodo nel campo di concentramento di Gurs, precipita nella depressione.
Viene affidata da Ottilie alle cure del dottor Moridis. Il medico la spinge a recuperare la passione dell’arte, che diventa un’ancora di salvezza e uno strumento di terapia per esternare i propri sentimenti.
Dal 1940 al 1942 si dedica esclusivamente all’arte: nasce l’opera Vita? O Teatro?, che racconta la sua storia, composta da 769 illustrazioni in cui utilizza solo i colori primari.
Affida il suo lavoro al dottor Mordis e a Ottilie, che sta per partire per mettere in salvo alcuni bambini. La villa viene lasciata ad Alexander Nagler, una persona di fiducia.
Charlotte ed Alexander si innamorano e si sposano. Vengono arrestati dalla Gestapo e portati ad Auschwitz: Charlotte è incinta e, essendo considerata una risorsa poco utile, viene mandata alla camera a gas.
Ottilie, appresa la notizia, rintraccia il padre di Charlotte che, nel 1959, affida il lavoro della figlia al Rijksmuseum di Amsterdam. La sua opera è stata successivamente trasferita presso il Joods Historisch Museum, dov’è tutt’ora esposta e custodita per conto della Fondazione Charlotte Salomon.

I colori dell’anima: una toccante biografia a fumetti

Il fumetto percorre l’intera vita di Charlotte, dall’infanzia alla morte.
La narrazione è intima e delicata e si sofferma soprattutto sui sentimenti e sui risvolti psicologici della protagonista.
Pagina dopo pagina ci addentriamo nella sua psiche, sensibile e fragile. Charlotte appare come una persona ferita, alla ricerca di rapporti umani stabili e profondi, e questo la rende gelosa e possessiva. Spesso si lascia travolgere dalla rabbia e dall’insicurezza, causate dalla solitudine e dalla sofferenza.
La narrazione ci coinvolge e ci immedesimiamo nei sentimenti della protagonista.
Riguardo l’aspetto grafico, viene ripresa l’opera di Charlotte Salomon nei colori, nello stile e nell’impostazione: in alcuni disegni sono presenti dei veri e propri movimenti delle figure (chiamati piani sequenza), in cui si vede il personaggio spostarsi all’interno di un unico ambiente, mentre in altri c’è una suddivisione in strisce e settori che separa le scene.
L’intento è quello di omaggiare il lavoro di Charlotte Salomon, Vita? O Teatro?, che per la sua impostazione particolare e moderna viene considerato il primo fumetto sulla Shoah.

Gli autori

Il libro nasce dalla collaborazione tra Ilaria Ferramosca, per i testi, e Gian Marco De Francisco, per i disegni.
Ilaria Ferramosca è una sceneggiatrice e scrittrice. Ha collaborato con diverse case editrici e insegna sceneggiatura presso le scuole di fumetto “Grafite”, nelle sedi di Lecce e Taranto.
Gian Marco De Francisco è un architetto, fumettista ed illustratore pugliese. È l’ideatore e uno dei fondatori della scuola di fumetto “Grafite”. La scuola conta diverse sedi in Puglia e questo l’ha resa il primo polo di formazione regionale sull’arte del fumetto. Oggi De Francisco ne è il coordinatore regionale.

Monica Marcoleoni

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