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Le ragazze stanno bene?

Il 13 febbraio 2024 Save the Children ha pubblicato i risultati di uno studio condotto con IPSOS sugli adolescenti tra i 14 e i 18 anni dal titolo Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere onlife in adolescenza. Vediamo più da vicino quali sono i risultati e perché i dati sono allarmanti.

Lo studio prende avvio da un’analisi ormai quasi scontata della realtà quotidiana di migliaia di adolescenti: la convivenza tra dimensione online e quella offline. Scopo dell’indagine è capire se i comportamenti violenti e di controllo della relazione siano riconosciuti come tali oppure se siano normalizzati e accettati.

Insieme al report, Save the Children ha lanciato una campagna social #chiamalaVIOLENZA grazie all’aiuto di esperti di violenza di genere quali Chiara Tagliaferri.

Relazioni onlife

Le stime riportano che il 30% degli adolescenti sostiene che la gelosia è un segno d’amore: infatti, 1 adolescente su 5 crede che possa succedere che in una relazione intima scappi uno schiaffo ogni tanto. Passando ai fatti, il 19% di chi è o è stato in una relazione dichiara di essere stato spaventato/a dal/lla partner con atteggiamenti violenti. La campagna di sensibilizzazione ha cercato di far riflettere sulla normalizzazione di comportamenti violenti e sulla loro giustificazione in quanto manifestazioni di gelosia e non di violenza o abuso, com’è in realtà.

Violenza sessuale e colpevolizzazione della vittima

Altro dato agghiacciante è quello riguardo al victim blaming, di cui abbiamo già parlato. Per il 43% degli adolescenti se una ragazza non vuole avere un rapporto può trovare il modo di sottrarsi. Tra i dichiaranti troviamo non solo giovani uomini, ma anche giovani donne. Tra gli intervistati maschi il 29% crede che le ragazze possano provocare una violenza con il loro modo di vestire o comportarsi, mentre il 24% pensa che se una ragazza non dice espressamente “no” allora è consensuale al rapporto. Infine, il 21% degli intervistati di entrambi i sessi è abbastanza d’accordo che una ragazza sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o di alcol sia comunque in grado di acconsentire o meno ad avere un rapporto.

Comportamenti violenti e forme di controllo

L’indagine ha mostrato come il 65% delle ragazze e dei ragazzi abbia subìto dal partner almeno un comportamento di controllo. Le richieste sono le più disparate, a partire dalla limitazione dei contatti online (limitazione sui social circa il 40%) o nella vita reale (40%), oppure anche nell’abbigliamento (32%). Il 63% di chi ha avuto o ha una relazione ammette di aver commesso almeno uno di questi comportamenti nei confronti del/lla partner. Anche per quanto riguarda i comportamenti violenti, il 52% degli adolescenti dichiara di averli subìti almeno una volta, a partire da essere chiamati con insistenza (34%), essere ricattati (23%) fino alla condivisione di materiale intimo senza consenso (15%).

Proposte d’intervento

Le evidenze sono preoccupanti, ma come si potrebbe risolvere? Sicuramente l’indagine ha portato alla luce anche aspetti positivi, quali l’aumento di interesse nei confronti delle tematiche di genere. Dall’indagine emerge come sia necessario ormai introdurre percorsi di educazione all’affettività nelle scuole, e allo stesso tempo è vitale diffondere la conoscenza di percorsi di aiuto a partire dal numero verde 1522.

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Gloria Fiorentini

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