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LE DONNE GUADAGNANO, IN MEDIA, IL 15% IN MENO DEGLI UOMINI.

I dati ISTAT del 2018 confermano che la differenza di salario tra impiegate di sesso femminile ed impiegati di sesso maschile, non è solo un cliché, ma realtà. Nel 2018 sono state considerate le retribuzioni lorde orarie medie nell’unione europea e ne è emerso che le lavoratrici hanno guadagnato il 14,8% in meno dei loro colleghi uomini.

Il divario cambia da paese a paese. Con una differenza di salario del 22,7%, a svantaggio delle donne ovviamente, troviamo in testa l’Estonia. Seguono Germania con una differenza del 20,9%, Repubblica Ceca (20,1%) ed Austria con il (19,6%). L’Italia sembra essere tra gli stati più illuminati con una differenza del solo 5%, insieme a Belgio (6%), Lussemburgo (4,6%) e Romania (3%).

Questa assurda situazione sta benissimo alla maggior parte degli uomini, nonostante vedano discriminate le proprie sorelle, madri, amiche e fidanzate. Raramente sono state rilasciate dichiarazioni a sostegno dell’equità del salario tra i due sessi da deputati, giornalisti o uomini con qualsiasi genere di visibilità. Ovviamente quando il genere femminile porta alla luce il discorso, in tanti si fingono solidali, ma nella realtà dei fatti non gli interessa molto. Come tante, anche questa battaglia per abbattere le differenze di salario tra i due sessi, è una guerra che molte donne portano avanti da sole.

Molto spesso le lavoratrici, che siano esse alle prime armi o presenti nel settore da molti anni, dovranno dimostrare di meritare quel posto più di un uomo. Senza mentirsi, è attuale il cliché del chirurgo uomo, del pilota uomo e della sua controparte rappresentata dalle infermiere donne e dalle hostess donne. A causa dell’immaginario comune che la società ci impone, difficilmente riusciamo ad immaginare una donna alla guida di un camion o a capo di una cartiera che fattura miliardi ogni anno. Ho volutamente riportato due esempi di lavori molto differenti per sottolineare come alle donne non sia quasi concesso di vedersi in determinati panni.

Personalmente penso che uno dei più grandi valori della cultura europea sia la libertà. Nel caso specifico però molte donne non sono libere di potersi pensare a capo di un’azienda e purtroppo molto spesso non posso neanche ambire a determinate posizioni di potere. Perché si, ovviamente il caso della zia del vicino di casa che è CEO della multinazionale che fattura 13 miliardi l’anno, è solamente il caso di una su un milione.

Non voglio farne solo una questione di salario però, la mia analisi vuole mettere in luce le condizioni sfavorevoli in cui si trovano le lavoratrici rispetto ai loro colleghi uomini. Lasciando ai lettori il dovere di riflettere ai numeri sconcertanti di violenza sul lavoro a cui sono sottoposte le donne, pensiamo a quanti sono invece gli uomini vittime della stessa situazione. Pensiamo adesso a quanti uomini si sono sentiti rimproverare di non essere adatti a quel determinato posto di lavoro perché uomini.

Non ho mai sentito una critica nei confronti di un uomo per come era vestito. Non si può dire lo stesso invece se si parla di una lavoratrice, invece che di un lavoratore. Veramente con dispiacere sono costretta a citare frasi inflazionate del tipo “sei troppo truccata per andare la mattina a lavoro” o ancora peggio “mi trucco un po’ perché sennò le spavento i consumatori di tale servizio”. La seconda frase a mio parere è molto più preoccupante della prima perché denota l’interiorizzazione dello stereotipo. Una frase discriminatoria e giudicante può essere frutto di misoginia o ignoranza, ma una frase autosvalutativa introiettata è molto più triste perché è più facile ignorare un commento passeggero che non la percezione di noi stessi.

Con molto dispiacere penso che se noi stessi non ci diamo la possibilità di ambire ad un determinato incarico, prestigioso o inusuale che sia per la nostra persona, difficilmente quell’impiego verrà a bussarci alla porta. Per raggiungere i nostri obiettivi lavorativi, dobbiamo prima di tutto crederci, ed è per questo che è importante rimuovere le etichette di genere dai diversi impieghi. Ad oggi, anche se riuscissimo a sforzarci di vedere tutti i lavori come adatti ad entrambi i sessi, riceveremmo comunque molte risposte negative. Le aziende non sono ancora pronte a pagare una donna quanto un uomo, perché magari deciderà di andare in maternità e questo all’economia aziendale non piace. Non rischiamo invece che un uomo si licenzi per accudire i figli, visto che in molti paesi il congedo di paternità ha una durata assolutamente ridicola.

Per la prima volta recentemente ho dovuto pensare al mio futuro salario e per la prima volta ho realizzato quanto mi piacerebbe poter viziare i miei cari. Poter regalare ai miei genitori quel viaggio che vogliono fare da tanto, poter regalare al mio ragazzo quel computer che desidera da molto tempo. Tutti questi sfizi possono essere tranquillamente soddisfatti dal salario di una lavoratrice, soprattutto se qualificata e soprattutto in alcuni paesi. Soddisfatti si, ma comunque non con la tranquillità con cui lo farebbe un uomo. Come mostrano i dati riportati all’inizio dell’articolo, tendenzialmente i paesi che assicurano un reddito maggiore, sono gli stessi in cui si ha un divario più importante tra salario delle lavoratrici e dei lavoratori.

Dover pensare di guadagnare meno di un uomo e di dover faticare dieci volte tanto per raggiungere la stessa posizione, soltanto perché donne è inconcepibile. Tutti ci auguriamo che un giorno le cose cambino. Tutti, o quasi, vorremmo che il congedo di maternità e paternità avesse la stessa durata, così da consentire ad entrambi i genitori di proseguire la propria carriera ed accudire i figli. La verità però è che queste sono solo speranze. Delle speranze che per il momento non sembrano essere vicine alla realizzazione.

Mi auguro di poter pensare a questo articolo tra dieci anni mentre parlo con il segretario dello studio dentistico in cui vado periodicamente, perché io fino ad adesso non ho mai visto un segretario ma solo segretarie. Spero che finalmente, anche laddove la figura della donna è totalmente denigrata, ogni lavoratrice possa trovare il rispetto e la stima che merita. Auguro a tutte noi donne di non dover più dimostrare di essere più brave di un uomo per ottenere un posto di lavoro.

Picture of Lavinia Pascariello

Lavinia Pascariello

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