Alternative ecologiche per un futuro sostenibile

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L’inquinamento del pianeta, all’origine dei cambiamenti climatici che stanno devastando la terra, è qualcosa che non è più possibile ignorare e finalmente gli individui stanno assumendo consapevolezza in tal senso. Tra i vari movimenti e le azioni concrete che stanno prendendo piede, inizia oggi il Plastic Free July.

Plastic Free July è un movimento globale – ideato dalla Plastic Free Foundation – per coinvolgere le persone a sperimentare uno stile di vita senza plastica, uno dei maggiori agenti inquinanti della terra, dimostrando che un approccio alla vita senza plastica è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Esistono numerose soluzioni alternative ai beni in plastica, più ecologiche e sane per l’individuo.

Le materie plastiche derivate dal petrolio sono resistenti e flessibili, ma vengono realizzate con materiali che non sono assolutamente adatti all’ambiente: non sono biodegradabili ne compostabili, e spesso non possono essere riciclati (pensiamo ai giocattoli per bambini).

Sebbene sia diventata un’alleato inseparabile nella nostra vita quotidiana, e non possiamo immaginare come vivere senza di essa, esistono in commercio materiali alternativi alla plastica, davvero utili per ridurre al minimo l’impatto ambientale sul pianeta terra.

L’uso della plastica derivata da prodotti petroliferi è così diffuso poiché è un materiale leggero, facilmente modellabile, isolante, resistente alla corrosione e soprattutto, molto economico da produrre. Sembrerebbe avere tanti vantaggi, ma ha un grosso svantaggio: l’effetto devastante che ha sull’ambiente, essendo una delle principali cause dell’inquinamento ambientale. Che sia abbandonato in natura nella sua forma originaria, o per il rilascio delle famose microplastiche, la plastica impiega secoli per degradarsi.

Cominciare dalle piccole cose

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Sacchetti, contenitori usa e getta, pellicole varie, oggetti che usiamo quotidianamente e si moltiplicano per ogni essere umano. L’impatto che l’utilizzo dell’usa e getta è, senza neanche che ci rendiamo conto, devastante.

Se ci fermiamo un attimo a pensare ogni giorno produciamo una buona quantità di rifiuti che potrebbe essere evitata. Come? Tramite l’utilizzo di alternative riutilizzabili, riciclabili ed ecosostenibili.

Partendo dagli oggetti citati prima possiamo,tramite una veloce ricerca su internet, accorgersi che esistono decine di alternative alla non “cara vecchia plastica”.

Sacchetti di stoffa quando andiamo nei supermercati, contenitori di vetro per conservare gli alimenti, fogli di cera d’api o panni cerati per sostituire la pellicola. Piccoli accorgimenti che non gioveranno solo all’ambiente ma anche alle nostre tasche. Le alternative eco-friendly, di fatti, sono riutilizzabili spesso per anni ed anni e ci faranno risparmiare con un solo acquisto tutte le spese che avremmo dovuto fate con l’utilizzo dell’usa e getta.

Le eco-mestruazioni

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Sul nostro sito web ne abbiamo spesso parlato ma ci sentiamo in dovere di farlo sempre più spesso. In quanto donne consumiamo mensilmente una quantità di rifiuti abbondante durante i giorni delle mestruazioni: assorbenti usa e getta e tamponi non possono infatti essere riciclati.

Quante alternative esistono agli assorbenti e tamponi usa e getta? Tantissime.

L’ormai famosa coppetta mestruale di cui abbiamo anche parlato con un’ostetrica esperta dell’argomento, ne esistono di tutte le taglie e dimensioni e oltre ad essere igieniche e pratiche possono durare fino a dieci anni.

https://violedimarzo.com/2020/04/20/tutti-i-segreti-della-coppetta-mestruale/

Assorbenti lavabili di cotone o fibre di bambù sono un’alternativa per chi a causa di problemi di salute non può usare la coppetta. Si utilizzano come un normale assorbente ma con la differenza che questi possono essere lavati ogni volta.

https://violedimarzo.com/2020/05/14/lera-delle-eco-mestruazioni/

Detergenti e cura del corpo

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Detersivi ecologici per la casa e per il bucato, come possiamo orientarci nella scelta? Dobbiamo innanzitutto fare attenzione ai prodotti che negli spot pubblicitari si presentano come ecologici e green ma che in realtà non lo sono, a partire dalle loro formulazioni.

D’altra parte esistono sempre più linee di detersivi garantite come ecologiche, biologiche e non testate su animali.

Ricordatevi quindi di leggere sempre le etichette e le certificazioni indicate sul retro di ogni detersivo.

Se non volete acquistare detersivi da supermercato potete sempre produrli in casa anche con semplici ingredienti come ad esempio sapone di marsiglia, aceto e bicarbonato.

Perché il sapone, il bagnoschiuma o lo shampoo acquistati al supermercato riescono a rendere la pelle e i capelli morbidi? Perché in quei prodotti così profumati e schiumosi si nasconde il silicone, che non fa altro che soffocare la pelle e i capelli sotto una patina di plastica, mentre tante altre sostanze contenute nei detergenti industriali sono le responsabili di dermatiti e allergie della pelle.

Prediligete quindi sempre prodotti naturali e senza siliconi perché i tipici prodotti da supermercato non fanno solo male all’ambiente a causa delle loro schiume che inquinano prima i fiumi e poi finiscono dritti negli oceani ma anche a noi stessi.

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Anche in questo caso il sapone può anche essere prodotto in casa con oli essenziali o il buon vecchio olio d’oliva, con delle semplici ricette si possono produrre saponi 100% naturali e farlo sarà anche divertente.

Detersivi e saponi chimici contengono tensioattivi derivati dalla raffinazione del petrolio (detti anche petrolati), come gli schiumogeni SLES (sodio lauriletere solfato) e SLS (laurisolfato di sodio), che hanno un elevato impatto sull’ambiente sia in fase di estrazione sia in fase di rilascio.

Oltre a non essere biodegradabili, una volta raggiunti fiumi e mari attraverso le fognature si rendono tra l’altro responsabili (insieme ai residui dei fertilizzanti usati in agricoltura) del fenomeno di eutrofizzazione delle acque. Questi detergenti sono infatti realizzati con grandi quantità di sostanze derivate da zolfo (il sodio lauriletere solfato ne contiene in parte), fosforo e azoto, che costituiscono dei nutrienti per le piante acquatiche e possono farle proliferare più del dovuto. Le microalghe così ipernutrite e non smaltite dai consumatori primari (cioè gli animali acquatici) possono aumentare l’attività batterica, ridurre la quantità di ossigeno nell’acqua e di fatto “soffocare” gli stessi pesci.

Non dimenticate che anche le spugne sono per il 90% fatte di plastica ma che ne esistono in natura tantissimi tipi che non contengono plastica e non hanno bisogno di processi chimici per essere prodotte.

Alcuni esempi sono le spugne naturali marine o la luffa, una pianta che fatta essiccare può essere utilizzata come una vera e propria

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Spazzolini e dentifrici

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Vi siete mai resi conto che gli spazzolini sono completamente in plastica? Vi siete mai chiesti quanti una persona ne consumi durante la propria vita o che fine facciano?

Ciascuno di noi consuma, in un anno, 5 spazzolini da denti. Di plastica non riciclabile. E ognuno di loro impiega mille anni per decomporsi.

Esistono però spazzolini in bambù che stanno iniziando a prendere sempre più piede per i costi bassi, la loro versatilità e la possibilità di stare attenti all’ambiente.
L’idea dietro al loro concept, in realtà, non è delle più innovative, piuttosto è un ritorno al passato con una visione moderna: gli spazzolini da denti in materiali naturali risalgono addirittura agli albori della vita umana, con  primi esemplari di bastoncini in legno sfilacciati all’estremità, fino al 1700 con la diffusione di spazzolini in osso e setole di cinghiale.

Il bambù è il materiale più attento all’ambiente: è la pianta con il miglior rapporto di resa legno/ettaro e non ha bisogno di di fertilizzanti  per la coltivazione, nonché un materiale leggero, economico, che è possibile smaltire nel cassonetto dell’umido.

Le setole dei nuovi spazzolini da denti in bambù sono fatte in Nylon 6, un materiale asettico e perfettamente biodegradabile. In commercio ci sono moltissimi modelli, per venire incontro a tutte le esigenze, sia per adulti che per i bambini, con un design minimale o colorato, dal packaging riciclabile, in una fascia di prezzo che va dai 3 euro ai 12, è possibile anche acquistarli online se i negozi di articoli per l’igiene personale non ne fossero forniti.

In commercio ci sono anche dentifrici e collutori naturali, ormai presenti anche nei supermercati ma soprattutto nelle erboristerie sono facilmente reperibili.

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Se poi vogliamo realizzare in casa un collutorio o anche un dentifricio, solido o liquido, basteranno dell’olio di cocco per batteri, placche e alito cattivo, succo di limone per le gengive e un po’ di estratto di menta. In alternativa si puoi usare del bicarbonato di sodioolio di tea tree e olio essenziale di menta.

Insomma le alternative per una vita plastic-free non mancano quindi perché non iniziare nel nostro piccolo a fare la nostra parte per il bene del pianeta?

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