PARLARNE TRA AMICI

La protagonista e narratrice è Frances, ventunenne che studia Inglese all’università, scrive poesie che recita insieme all’amica ed ex fidanzata del liceo Bobbi. Bobbi e Frances conoscono Melissa e suo marito Nick quando Melissa viene incaricata di scrivere un articolo proprio sui loro spettacoli. Melissa e Nick hanno più di trent’anni, sono benestanti, Nick è bellissimo e fa l’attore. Bobbi ha un carattere forte e deciso, sostiene i suoi ideali con un rigore spasmodico, è bella e intelligente, e quando è sul palco insieme a Frances sembra occupare tutta la scena. Frances è più riservata ed è insicura di se stessa, delle sue capacità, del suo valore. Svolge un tirocinio in una casa editrice, le piace ma non sa se è il lavoro per lei, non sa quale sia il lavoro per lei, non ha un’idea precisa riguardo al suo futuro. Tra i quattro nascono rapporti strani, non convenzionali. Bobbi è fin dall’inizio affascinata da Melissa, mentre Frances ha una cotta per Nick, che sembra essere ricambiata. Da qui scopriamo gli intrecci relazionali che si creano tra i quattro protagonisti, e impariamo a conoscere il loro carattere, il loro passato, i loro problemi.

In Parlarne tra amici i temi trattati sono molti, a partire dalla salute mentale: Nick ha sofferto di depressione ed è stato ricoverato in una clinica psichiatrica, in Frances emerge, a tratti, una tendenza autolesionista, come quando sull’autobus si mastica volontariamente la parte interna della guancia fino a farla sanguinare. Suo padre è alcolista; spesso quando lei lo chiama lui non risponde, e se risponde è ubriaco. Frances più volte va a trovarlo e scopre una casa lasciata completamente a se stessa, con piatti da lavare risalenti a settimane prima, spazzatura non buttata e una puzza infernale.

Interessante è anche il fatto che per la prima volta ho letto un romanzo in cui la protagonista ha una malattia ginecologica: l’endometriosi. L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce circa il 10% della popolazione femminile e che è caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, di solito nella regione pelvica. Chi soffre di endometriosi spesso soffre di dolori forti durante il ciclo, e in particolare durante le mestruazioni, dolori che possono essere così intensi da risultare invalidanti.

Frances ha mestruazioni molto abbondanti, tanto che a un certo punto finisce in ospedale perché il dolore è troppo intenso da sopportare e il flusso di sangue è così forte che il medico è convinto che stia avendo un aborto spontaneo, Frances non è incinta, ma il dolore è così terribile che pensa che potrebbe morire. Le prescrivono un’ecografia per cui però riesce a prendere appuntamento solo qualche mese dopo, col sistema sanitario nazionale. Ogni mese il dolore è così potente da sembrare una tortura, e per questo sviene almeno due volte. Ma ormai è abituata alla sofferenza fisica, persino se porta allo svenimento, e non vuole più andare al pronto soccorso pensando che l’unica risposta che potrebbero darle sarebbe quella di aspettare l’esito dell’ecografia. Quando arriva il giorno della visita la diagnosi è chiara: “a long name which I have never heard before: endometriosis”.

L’esperienza di ognuna, anche con la stessa malattia, è personale e quindi diversa da quella delle altre, e una delle cose che mi ha stupita dell’esperienza di Frances è quanto quella diagnosi la scuota. Si sente rotta, si sente definita come persona perché ha una malattia cronica con la quale dovrà convivere gran parte della sua vita, che forse non le permetterà di avere dei figli -o meglio, ha paura che questo la definisca agli occhi degli altri. Quando esce dalla clinica a sua madre, che la sta aspettando, dice che il dottore non ha trovato nulla di anomalo, nulla di strano. Non ne parla con nessuno, che siano famigliari o amici, per un bel po’ di tempo: non vuole né che si preoccupino né che provino pena per lei.

La reazione di Frances mi ha stupita: non mi sarei aspettata che avrebbe taciuto la diagnosi né che si sarebbe sentita in difetto per colpa di questa. Ma, come dicevo, è un’esperienza personale e ognuna reagisce in base al proprio carattere, ogni emozione provata è valida e non può essere messa in discussione. Mi hanno stupita anche sua madre e Bobbi, che, quando che pensano che la visita non abbia svelato la causa del malessere di Frances si fanno ulteriori domande e accettano il fatto che le sue mestruazioni siano, di fatto, invalidanti ogni mese.

In ogni caso, ho letto per la prima volta di una malattia che colpisce una donna su 10, e che quindi è piuttosto comune, e di cui però non si parla abbastanza, che non si conosce abbastanza e che per questo porta molto spesso ritardi nella diagnosi. Il dolore, anche molto intenso, anche invalidante, durante le mestruazioni, è spesso normalizzato, o peggio, viene detto a chi lo lamenta che sta esagerando, che in fondo avere mal di pancia durante il ciclo è normale.

Ho letto Parlarne tra amici dopo aver letto Persone normali, e quindi aspettandomi di trovare una scrittura asciutta ma efficace, con i dialoghi che non sono segnalati graficamente e che per questo si integrano ancora di più nella narrazione, confondendosi con il resto, senza intaccarne la comprensione. Ho ritrovato, in effetti, lo stesso stile, ma anche i protagonisti, in un certo modo, si somigliano. Vivono relazioni non convenzionali e tormentate, che a volte fanno bene ma contemporaneamente feriscono. Famiglie disfunzionali con padri alcolizzati o fratelli che sono dei bulli, salute mentale, che in Parlarne tra amici vuol dire depressione e autolesionismo, mentre in Persone normali voleva dire ansia, attacchi di panico e depressione. Insomma tutti temi che non si incontrano spesso nella lettura di un romanzo.
Io intanto aspetto impaziente l’uscita di un nuovo libro di questa scrittrice che mi ha convinta più con l’esordio che con il secondo lavoro.

Sally Rooney – brevi cenni biografici

Sally Rooney è nata in Irlanda nel 1991, ha studiato inglese al Trinity college di Dublino, come Frances, e come Frances si definisce marxista. Conversation with friends, titolo originale di Parlarne tra amici, è stato pubblicato per la prima volta nel 2017 ed è il suo primo romanzo. Sempre nel 2017 e sempre per la casa editrice Faber & Faber è uscito il suo racconto Mr Salary. Nel 2018 ha pubblicato il secondo romanzo, Normal people, Persone normali in italiano, che è entrato nella long list del Man Booker Prize.

bibliotec_ale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...