Harriet Tubman: una Stella chiamata libertà

La figura di Harriet Tubman non è sicuramente il primo personaggio storico che viene alla mente pensando alla lotta contro la schiavitù negli Stati Uniti di metà ‘800. Soprattutto in Italia, tra le righe che i libri scolastici dedicano all’argomento troveremmo il nome di Lincoln ma non ci sarebbe nessuna traccia di questa abolizionista e attivista politica.

«C’erano due cose a cui avevo diritto: la libertà o la morte; se non potevo avere l’una, avrei avuto l’altra.»

Le origini

Nacque Araminta Ross nella Contea di Dorchester, Maryland, negli anni ‘20 dell’800. In schiavitù sin dalla nascita, era la quinta di sette figli. All’età di 5 anni, lo schiavista che aveva in possesso Harriet e la sua famiglia la manda a lavorare come domestica. Sin dall’infanzia sarà picchiata e frustata dai vari proprietari.

La vita di Minty, come veniva chiamata in famiglia, cambiò drasticamente appena adolescente quando, sbrigando delle commissioni, si imbatté in uno schiavo in fuga. Il padrone del fuggitivo tentò di fermarlo lanciandogli un peso metallico da 1 kg ma mancò il bersaglio, colpendo invece la ragazza. La ferita le causerà episodi di narcolessia per il resto della vita, interpretati dalla Tubman, fortemente religiosa, come visioni di natura divina. In seguito a quest’episodio il padrone di Harriet tentò di venderla, senza tuttavia trovare offerenti a causa della sua condizione.

Harriet verrà mandata a lavorare con il padre, Ben Ross, che le insegnò a lavorare la legna. Questa mansione le permise di entrare in contatto con i marinari neri liberi che commerciavano legname con il Nord. Riuscì così ad acquisire informazioni sullo scambio di comunicazioni segrete che avveniva lungo le tratte commerciali, risorsa che si rivelò fondamentale più avanti nella sua vita.

Nonostante la legge lo vietasse, nel 1849 sposò un uomo nero libero, John Tubman, cambiando il suo nome in Harriet in onore della madre.

La fuga

In seguito alla morte del padrone, Harriet, temendo che sarebbe stata venduta e allontanata dalla famiglia, scappò con due dei suoi fratelli per poi tuttavia tornare indietro, temendo di essersi persi. Lo stesso anno, in uno dei suoi episodi, sognò di stare volando sul cammino verso la libertà. Questa visione la portò a ritentare la fuga da sola, intraprendendo un viaggio di 150 km a piedi. Raggiunse la Pennsylvania dal Maryland spostandosi di notte, guidata dalla Stella polare.

La Tubman fu aiutata nella sua fuga dalla Underground Railroad, una rete segreta di abolizionisti che fu cruciale nell’aiutare i fuggitivi a scappare verso gli stati più progressisti del Nord, nascondendoli in luoghi al sicuro dai cacciatori di schiavi. Tubman non sapeva né leggere né scrivere, per questo le fu dato un pezzo di carta con su scritto “Pennsylvania” in modo da poter riconoscere il cartello del confine e sapere di aver finalmente raggiunto la sua meta.

«Quando ho capito di aver oltrepassato il confine, mi sono guardata le mani per vedere se ero ancora me stessa. C’era un’aria di gloria; il sole albeggiava tra gli alberi e sui campi, e mi sentivo quasi in Paradiso.»

Black Moses

Nel corso degli anni ritornò al Sud per ben 13 volte, liberando la sua famiglia e oltre 70 schiavi, guadagnandosi l’appellativo di “Black Moses”. Mise in atto diverse strategie per evitare di essere catturata, tra cui scappare sabato notte dato che la notizia sarebbe apparsa sui giornali solo il lunedì successivo. Il successo delle sue spedizioni fece ammontare la taglia sulla sua testa a 40 000 dollari, una cifra notevole per il tempo.

«Ho condotto in salvo schiavi per la Underground Railroad per 8 anni e posso dire che il treno che conducevo non ha mai deviato dalla sua strada e non ho mai perso un passeggero.»

La Guerra Civile

Negli anni della Guerra Civile Harriet lavorò in qualità d’infermiera nelle truppe dell’Unione. Svolse inoltre un ruolo fondamentale come spia, sapendo bene come spostarsi per le foreste senza essere vista. Nel 1863 diventò la prima donna nella storia degli Stati Uniti a pianificare e condurre un attacco militare, in una piantagione nella Carolina del Sud, liberando oltre 700 schiavi.

Lotta per il suffragio femminile

Negli ultimi decenni della sua vita divenne attiva nella lotta per il diritto di voto alle donne. Infatti se il quindicesimo emendamento aveva conferito il diritto di voto agli afroamericani, le donne ne erano ancora del tutto escluse. Nel 1896 presenziò alla fondazione della National Association of Colored Women a Washington DC.

Con l’accrescere della sua fama numerosi alleati e amici la aiutarono ad ottenere una pensione per il suo servizio nell’esercito dell’Unione. Nel 1899 ottenne un contributo di 20 dollari al mese in quanto veterana.

Nel 2016 la Segretaria del Tesoro avvia la pratica per cambiare il volto sulle banconote da 20 dollari, sostituendo il settimo presidente degli USA Andrew Jackson, arricchitosi grazie al possesso di 150 schiavi, proprio con Tubman.

Morì il 10 marzo 1913 all’età di 91 anni.

“Vado via lasciando un posto per voi”

Ghea Felici

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