Letizia Battaglia, raccontare la mafia

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Cenni biografici

Letizia battaglia nasce a Palermo nel 1935. Lascia dietro di sé un patrimonio culturale, artistico e storico veramente encomiabile.

È stata una fotografa e fotoreporter fondamentale per la storia italiana.

Vittima di un amore tossico, ebbe tre figlie, dedicò la sua vita all’attivismo e alla lotta contro la mafia.

Palermo

il suo rapporto con Palermo fu estremamente difficile, sara Sempre un rapporto faticoso, un rapporto con un luogo in cui l’artista si sentiva claustrofobica. La lotta alla mafia raccontata attraverso i suoi scatti ne è sicuramente la prova.

“È come se Palermo nel suo disordine fosse un input etico, morale, per chi vive fuori. Suscita rabbia e amore e fa venire voglia di intervenire“

La mafia, gli anni di piombo

Sono gli anni di piombo in Italia, la mafia ne fa da padrona, Battaglia si sente soffocare, come già detto, nella sua città natale. Si trasferisce infatti a Milano per quattro anni (1970-1974).

La fotografia

La sua fotografia, la sua vera aspirazione, sulle tinte bianche e nere racconta la storia di un’Italia in ginocchio, della voglia di rivalsa di una donna che denuncia, attraverso la lente, ciò che l’Italia stessa stava distruggendo: la sua democrazia, la sua gente. 

Lavorerà anche a fianco di grandi nomi e colleghi dell’epoca come Scianna e Koudelka

Sempre dalla parte degli oppressi, battaglia diventa fotoreporter, finché a causa del suo matrimonio tossico smetterà ma nonostante ciò continuerà ad essere attiva, fino alla fine della sua vita per le battaglie sociali e contribuire all’interno delle cooperative.

Su Sergio Mattarella: “È molto bello un uomo che si ricorda degli altri esseri umani. Quell’uomo, che avevo visto solo quando tirava fuori il corpo del fratello dalla macchina, adesso è Presidente della Repubblica. [..] Un Presidente della Repubblica che ha questo background non ci abbandona. Quello che non hanno fatto in precedenza gli altri, lo farà lui.”

Uno dei suoi scatti più importanti, un pezzo di storia che per quanto triste è impressa nella memoria italiana è la fotografia che ritrae Piersanti Mattarella al momento della sua uccisione, soccorso dal fratello Sergio, attuale presidente della repubblica. 


Ed è dunque che il viaggio straordinario di questa artista è terminato lo scorso 14 aprile, ma quello che non terminerà saranno sicuramente le sue testimonianze e il suo preziosissimo contributo dato al nostro paese.

“Se penso a quello che ho fatto, sento che ne è valsa la pena”

Claudia Fontana

Claudia Fontana

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