Cerca
Close this search box.

Evelyn Nesbit

Una ragazza di sedici anni viene portata in un salone da un uomo di 47. Al centro del salone una grande altalena di velluto rosso dondola appesa al soffitto. L’altalena si inizia a muovere dolcemente prendendo sempre più velocità. La ragazza che si dondola sopra ride, spinta dall’uomo che sembra suo padre.

Evelyn Nesbit è la ragazza dell’altalena di velluto rosso. Evelyn Nesbit è The Girl in the Red Velvet Swing. La prima grande modella conosciuta nel mondo del teatro e dello spettacolo. Seppur famosissima fu preda delle attenzioni e interessi degli uomini potenti di quel tempo.

La sua è la storia che anticipa quella di tante altre donne dello spettacolo e che sottolinea come nessuna fu mai al sicuro. La storia di una ragazza di cui ancora in molti dicono che abbia incontrato gli uomini sbagliati.

Ma davvero dobbiamo parlare semplicemente di uomini sbagliati quando parliamo di dinamiche di potere e controllo economico?

Infanzia e crescita della Nesbit

Nata il giorno di Natale del 1884 in un paesino della Pennsylvania- Alla morte, il padre lasciò la famiglia nell’indigenza con molti debiti da ripagare. Per anni la madre con i due figli dovette vivere in miseria, ma durante l’adolescenza la bellezza della Nesbit sbocciò definitivamente e cominciò ad attirare l’attenzione di molti artisti di Pittsburgh che la vollero come modella. La sua bellezza e gioventù divennero le principali fonti di sostentamento per la famiglia.

Il trasferimento a New York, quando la Nesbitt aveva solamente 15 anni provocò un grosso cambiamento nella sua vita. La ragazza era ancora appena adolescente e diventò la musa ispiratrice di moltissimi importanti artisti tra cui Charles Gibson, entrò a far pare delle Gibson Girl.

C. Gibson, The Eternal Question (ritrae Evelyn Nesbit)

La sua carriera però non si fermò a posare esclusivamente per gli artisti. Divenne fotomodella (i fotografi pagavano di più), ballerina e attrice. Fu una vera e propria icona di bellezza e stile, incarnava un ideale etereo di donna.

“A human camelia with something of the dying beauty of the narcissus in her delicately featured face”.

Ma intorno alla bellezza della prima It Girl e c’era un giro d’affari. O la dimostrazione di quando gli uomini fossero (e sono) ossessionati dalla bellezza femminile.

L’incontro con Stanford White

White, il grandissimo e rinomato architetto. Abbellitore della città di New York ed ideatore di molti edifici pubblici, istituzionali e religiosi. Un uomo dal grande talento e capacità. Eppure sembra che a braccetto di queste qualità si accompagnino sempre un lusso sfrenato e l’idea di poter fare ciò che si vuole e disporre a proprio piacimento degli altri. L’eredità di White non è stata solo un grande apporto all’architettura di New York, perchè le sue abitudini predatorie lo portarono ad intessere con Evelyn un rapporto padre-figlia in un la ragazza e la sua famiglia dipendevano da lui.

Droghe, feste, case con passaggi nascosti e stanze sconosciute ed irraggiungibili. Una delle tante case di White si raggiungeva attraverso un negozio di giocattoli per bambini. In una di queste abitazioni White condusse la giovane Evelyn, appena sedicenne, ad una festa tra amici. Ma senza la presenza di questi amici. La ragazza si lasciò convincere a restare e successivamente White la drogò con un bicchiere di champagne e la stuprò. Appena sveglia la Nesbit era sconvolta. Eppure cosa poteva contro quell’uomo a cui apparteneva? Che le aveva pagato ogni bisogno suo e della sua famiglia? Cosa poteva contro il suo benefattore? White era stato in grado di tessere una tela nella quale si era garantito il benestare della madre di Nesbit e la mansuetudine della ragazza.

Mancò alla ragazza un sistema di sostegno.

L’incontro con Harry Kendall Thaw

Milionario e playboy, Thaw si era invaghito della giovane Evelyn Nesbit e la sua ossessione nei suoi confronti lo spinse a farle più volte la proposta di matrimonio. La ragazza infine accettò e nel 1906, a soli vent’anni divenne la signora Thaw. Peccato che anche il milionario nascondesse un lato violento. La Nesbit subì da lui abusi fisici e psicologici, incentivati a maggior ragione dal fatto che lei in un’occasione le raccontò lo stupro subito da White, acerrimo nemico di Thaw. Questa confessione turbò molto Harry, nella sua testa l’architetto aveva rovinato la vita e la reputazione di sua moglie. L’ossessione di Thaw toccò il fondo la sera in cui presenziò assieme ad Evelyn ad uno spettacolo presso il tetto del Madison Square Garden. Accorgendosi della presenza di Stanford White, tre spari diretti all’architetto ruppero la frivolezza della società americana e posero la parola fine a questa storia.

Nel 1906 Harry Thaw uccide Stanford White con tre colpi di pistola.

Il processo del secolo

Purtroppo in questa storia per parlare di Evelyn Nesbit bisogna parlare degli uomini che la avevano accerchiata. Stanford White aveva 30 anni più di lei, Harry Thaw ne aveva 10. Erano uomini dalla fama lussuriosa e sospetti predatori, eppure ogni persona disse che Evelyn Nesbit aveva ceduto al loro charme. Ma in un triangolo capovolto troviamo in cima i due uomini che litigano per il possesso di una ragazza appena adolescente. Abituata ad essere sfruttata dagli artisti e dalle aziende, senza alcuna istruzione e senza un sistema di sostegno e una famiglia alle spalle come avrebbe potuto fronteggiare due degli uomini più potenti di quel periodo?

Harry Thaw fu sottoposto a due processi per l’omicidio di White al termine dei quali venne dichiarato insano di mente. Utilizzata nuovamente come pedina, Evelyn fu costretta dalla famiglia di Thaw ad accettare di testimoniare a favore del marito in cambio di soldi e del divorzio. La Nesbit aveva 21 anni quando dovette recarsi a testimoniare in favore di Thaw raccontando lo stupro subito da White.

Stupro che avrebbe, in qualche strano modo, giustificato l’omicidio. In fondo un uomo può ucciderne un altri se questo ha stuprato sua moglie o ne era l’amante. In fondo, sempre degli oggetti siamo.

Nel mentre che la Nesbitt affronta l’onta di rivivere un trauma del passato porgendolo come carta di uscita di prigione, Thaw vive la sua permanenza in carcere da gran signore con pasti provenienti dai migliori ristoranti di New York.

Evelyn Nesbit si è ritrovata ad essere tra suo marito e la sedia elettrica. Ha dovuto crocifiggere sé stessa per salvarlo e poter ottenere qualcosa. Fu data in pasto alla stampa e successivamente ai processi e al divorzio visse per un lungo periodo divorata dalle dipendenze.

Come può una ragazza di 16 anni dare il consenso?

Come può una ragazza di 21 anni ritrovarsi sotto le pressioni delle persone potenti senza sostegno?

Dicono che la croce di Evelyn Nesbit fu la sua bellezza. Raccontano che Evelyn Nesbit abbia scelto gli uomini sbagliati.

Io penso che invece sia ora di smetterla di dare ogni colpa alla donna. La croce non è la bellezza, ma una società in cui uomini potenti si arrogano il diritto di approfittare delle giovani donne allo scopo di ricavarne piacere sessuale. La croce non è la giovinezza, ma il modo in cui questa giovinezza diventa un’ossessione per questi uomini. Fa paura pensare che basti un po’ di potere per avere sotto controllo la vita di una giovane ragazza eppure è questo ciò che è successo alla Nesbit.

E che non è capitato solamente a lei.

Picture of Erica Nunziata

Erica Nunziata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi Post

Vita da fan: Il mio idolo in fiamme di Rin Usami

Attualità, Letteratura, Recensioni

Alle origini della violenza: lo stupro nei miti dell’antichità classica

Femminismo, Storia

Pro-Vita VS Pro-Aborto: siate Pro-SCELTA

Attualità, Femminismo, Salute

Dal bookclub Storie di corpi – Melissa Broder “Affamata”

Letteratura

Cookie & Privacy

Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella Privacy Policy
Puoi acconsentire all’utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante “Accetta”. Chiudendo questa informativa, continui senza accettare.

Charlotte Corday, Violet Gibson e la violenza politica femminile